Nell'articolo di oggi parleremo di Cesare Segre, un argomento che ha acquisito grande attualità negli ultimi tempi. Dalle sue origini fino al suo impatto sulla società odierna, Cesare Segre è stato oggetto di studio e interesse da parte di numerosi esperti in diversi campi. Nel corso della storia, Cesare Segre ha vissuto diversi cambiamenti e trasformazioni che hanno segnato la sua evoluzione e la sua influenza sulla vita delle persone. È quindi importante soffermarsi ad analizzare nel dettaglio cos’è Cesare Segre, qual è la sua importanza e come ha influenzato diversi ambiti della vita quotidiana. Attraverso questo articolo approfondiremo l'entusiasmante mondo di Cesare Segre per comprenderne meglio il significato e il suo impatto sulla società odierna.
Cesare Segre (Verzuolo, 4 aprile 1928 – Milano, 16 marzo 2014) è stato un filologo, semiologo, ispanista e critico letterario italiano. Fu professore ordinario e professore emerito dell'Università degli Studi di Pavia, diresse il Centro di Ricerca su Testi e Tradizioni Testuali dello IUSS di Pavia, e fu membro dell’Accademia dei Lincei.
Di famiglia ebraica, era il primogenito di Franchino Segre, di Saluzzo, impiegato delle Cartiere Burgo, e di Vittorina Cases, di Milano; la coppia aveva trovato residenza a Verzuolo. Nel 1930 nacque la sorella Adriana. Nel 1931, una volta promosso Franchino a dirigente, la famiglia si trasferì a Milano, e dal 1934 a Torino. Nel 1935 nacque l'ultimogenito Carlo.
Cesare Segre perciò crebbe a Torino, studiando al Regio Liceo Ginnasio Vittorio Alfieri. Nel 1943 suo padre lo mise in salvo dai rastrellamenti nazisti affidandolo al direttore del seminario di Avigliana con la falsa identità di Cesare Serra, nato in Calabria, a Paola, zona liberata e perciò con anagrafe non consultabile. Non potendo uscire dal seminario, passava il tempo leggendo e traducendo con passione brani in varie lingue, e scoprì gli illuministi. In seguito studiò Lettere all'Università degli Studi di Torino, laureandosi nel 1950 con lode, allievo di Benvenuto Terracini: ebbe anche modo di seguire i corsi dello zio Santorre Debenedetti.
Libero docente di filologia romanza dal 1954, insegnò presso le Università degli Studi di Trieste e di Pavia, dove, negli anni sessanta, divenne ordinario della materia. Fu inoltre visiting professor presso le Università di Manchester, Rio de Janeiro, Harvard, Princeton, Berkeley.
Collaborò a numerose riviste: fra le altre, Studi di filologia italiana, Cultura neolatina, L'Approdo letterario; fu redattore di Paragone; direttore, con Maria Corti, D'Arco Silvio Avalle e Dante Isella, di Strumenti critici; condirettore di Medioevo romanzo e della collana Critica e filologia dell'editore Feltrinelli. Ha fatto inoltre parte del consiglio direttivo di Esperienze Letterarie. Collaborò con Carlo Ossola alla stesura di un'antologia della poesia italiana presso l'editore Einaudi e con Clelia Martignoni a un'ampia antologia scolastica per Bruno Mondadori. Dal 1988 è stato collaboratore del Corriere della Sera.
Fu presidente della International Association for Semiotic Studies. Con le sue ricerche ha contribuito a introdurre le teorie formaliste e strutturaliste nella critica italiana. Da un punto di vista teorico e metodologico, sono centrali studi come:
Socio corrispondente dal 1974, il 23 maggio 1988 fu eletto accademico della Crusca[1].
Si ricordano anche le sue fondamentali edizioni critiche delle Satire di Ludovico Ariosto, della Chanson de Roland, del Libro dei vizi e delle virtù di Bono Giamboni e, in collaborazione con Santorre Debenedetti, dell'Orlando furioso; scrisse inoltre molte prefazioni a testi di linguisti e autori classici della letteratura non solo italiana. Inoltre raccontò il proprio percorso intellettuale in Per curiosità. Una specie di autobiografia (1999).[2]
Le sue ceneri riposano al Cimitero Monumentale di Milano[3]. Parte della sua raccolta libraria fu donata alla Biblioteca di Studi Umanistici dell'università di Pavia.
Era sposato con Maria Luisa Meneghetti, anch'ella docente di filologia romanza.[2]
Premio Feltrinelli per la Filologia, conferito nel 1992 dall'Accademia Nazionale dei Lincei.[5]
Controllo di autorità | VIAF (EN) 44312560 · ISNI (EN) 0000 0001 2130 2962 · SBN CFIV009589 · BAV 495/83641 · Europeana agent/base/111383 · LCCN (EN) n79089192 · GND (DE) 118910892 · BNE (ES) XX1117441 (data) · BNF (FR) cb120263066 (data) · J9U (EN, HE) 987007267706405171 · NSK (HR) 000282185 · NDL (EN, JA) 01013510 |
---|