Al giorno d'oggi, Campo di concentramento di Auschwitz è un argomento che ha attirato l'attenzione di molte persone in tutto il mondo. Che sia per il suo impatto sulla società, per la sua rilevanza nella storia o per la sua influenza sulla cultura popolare, Campo di concentramento di Auschwitz è un argomento che continua a generare interesse e dibattito. In questo articolo esploreremo in modo approfondito le diverse sfaccettature di Campo di concentramento di Auschwitz, dalle sue origini fino al suo impatto attuale. Analizzeremo come Campo di concentramento di Auschwitz si è evoluto nel tempo e come ha influenzato diversi aspetti della vita quotidiana. Dalle sue radici storiche alla sua rilevanza odierna, Campo di concentramento di Auschwitz continua a essere un argomento entusiasmante che merita la nostra attenzione e riflessione.
Auschwitz Konzentrationslager Auschwitz Sistema dei lager del Terzo Reich | |
---|---|
![]() | |
Stato | ![]() |
Stato attuale | ![]() |
Città | Oświęcim |
Coordinate | 50°02′09″N 19°10′42″E |
Informazioni generali | |
Tipo | Lager |
Termine costruzione | 1940 |
Costruttore | IG Farben |
Visitabile | sì |
Sito web | www.auschwitz.org/ |
Informazioni militari | |
Utilizzatore | ![]() |
Termine funzione strategica | 1945 |
Comandanti storici | Comandanti generali:
Comandanti di Birkenau:
|
Eventi | Olocausto: uccisione di almeno 1,1 milioni di deportati su almeno 1,3 milioni di giuntivi |
voci di architetture militari presenti su Wikipedia | |
![]() | |
---|---|
Campo di concentramento e sterminio tedesco nazista di Auschwitz Birkenau (1940-1945) | |
![]() | |
![]() | |
Tipo | Culturale |
Criterio | VI |
Pericolo | Non in pericolo |
Riconosciuto dal | 1979 |
Scheda UNESCO | (EN) Auschwitz Birkenau, German Nazi Concentration and Extermination camp (1940-1945). (FR) Auschwitz Birkenau Camp allemand nazi de concentration et d'extermination (1940-1945) |
Il campo di concentramento di Auschwitz (in tedesco Konzentrationslager Auschwitz, abbreviato KL Auschwitz[1] o anche KZ Auschwitz[2]) è stato un vasto complesso di oltre 40 campi di concentramento e di sterminio situato nelle vicinanze della cittadina polacca di Oświęcim, in tedesco chiamata Auschwitz.[3][4][5] Nel complesso vi trovarono la morte 1,1 milioni di persone su 1,3 milioni di prigionieri totali, rendendolo il principale luogo di avvenimento della Shoah, del Porrajmos, dello sterminio degli oppositori politici e di altre categorie considerate ostili o di razza inferiore dai nazisti, oltre che dell'Olocausto in generale.
Attivo tra il giugno 1940 e il gennaio 1945, consisteva di 3 campi principali[6]:
Oltre a questi, il complesso comprendeva 44 sottocampi costruiti durante l'occupazione tedesca della Polonia in cui i deportati venivano sfruttati come manodopera nelle diverse industrie tedesche costruite nei dintorni.[7]
Così come tutti gli altri campi nazisti, era gestito da un'apposita unità delle SS, le Unità testa di morto (SS-Totenkopfverbände), alle quali si aggiungevano le SS-Aufseherin (tra cui si distinsero le feroci Maria Mandl e Irma Grese). Diversi gruppi di ebrei e criminali comuni furono designati come funzionari del campo agli ordini delle SS, ricoprendo ruoli come quello di Kapo o formando i Sonderkommando, le "squadre speciali" incaricate di smaltire i corpi degli uccisi nelle camere a gas. Nel campo fu adottato un regolamento apposito in 14 regole e si sviluppò un apposito linguaggio, il lagersprache. Erano in uso una valuta di deposito creata all'uopo e un complesso sistema di simboli per l'identificazione visiva dei prigionieri. Nell'autunno del 1943 l'intero complesso fu dotato anche di bordelli per i detenuti per volontà di Himmler, che cercava di aumentarne così la produttività[8][9].
La struttura subì varie trasformazioni: operativa nella sua parte iniziale dal giugno 1940 con l'arrivo dei primi prigionieri, nei primi due anni servì principalmente per la detenzione e l'eliminazione di polacchi e sovietici. Dal 1942, dopo la definitiva delineazione del piano della "soluzione finale della questione ebraica" fatta da Reinhard Heydrich con la collaborazione di Adolf Eichmann a seguito della conferenza di Wannsee del gennaio di quell'anno - si passò allo sterminio pianificato delle popolazioni considerate nemiche del Reich, con il primo "treno della morte" carico di ebrei arrivato al campo il 26 marzo 1942[10][11].
Dopo vari esperimenti e soluzioni, il 3 settembre 1941 vi fu adoperato per la prima volta lo Zyklon B, un potente pesticida, per la gassificazione sistematica di centinaia di deportati; nei tre anni successivi il complesso ne ricevette una ventina di tonnellate, sotto forma di pellet che venivano buttati nelle camere a gas da fessure predisposte sul tetto delle stesse. Le operazioni di sterminio giunsero al culmine tra aprile e giugno 1944 con la deportazione e l'uccisione di mezzo milione di ebrei ungheresi. Le operazioni di gassificazione furono condotte l'ultima volta il 30 ottobre 1944[12]; subito dopo Himmler ordinò di fermarle tutte nel territorio del Reich per occultarne le prove, data la veloce avanzata alleata.[13]
La documentazione diretta delle attività del campo include diverse raccolte fotografiche (l'Auschwitz Album e le foto del Sonderkommando su tutte), testimonianze oculari particolari, libri e saggi scritti da sopravvissuti (come Primo Levi e il suo Se questo è un uomo) e altro ancora.
In previsione dell'arrivo delle truppe sovietiche, nel gennaio 1945 i nazisti spostarono la maggior parte dei prigionieri del comprensorio di Auschwitz, con le marce della morte, verso altri lager in Germania e Austria.[14][15] Il campo fu liberato dai sovietici alle otto del mattino del 27 gennaio 1945[16], giorno commemorato dal 2005 come Giorno della Memoria.[17][18]
I responsabili dell'amministrazione subirono un apposito processo del 1947 e molti furono condannati a morte e impiccati nello stesso ormai ex-campo.
Nel 1947 il parlamento polacco lo trasformò in un memoriale-museo[19] (modificando poi anche il suo nome ufficiale[20][21]); nel 1979 il sito fu dichiarato patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.[1]
Facevano parte del complesso tre campi principali e quarantacinque sottocampi. L'area di interesse del campo (Interessengebiet), ampliata sempre più con espropri e demolizioni delle proprietà degli abitanti locali, a dicembre 1941 arrivò a ricoprire circa quaranta chilometri quadrati. All'interno di questa superficie avevano sede anche alcune aziende agricole modello, di coltivazione e di allevamento, volute personalmente da Hitler, nelle quali i deportati venivano sfruttati come schiavi.
Era un Konzentrationslager (campo di concentramento). Operativo dal 14 giugno 1940, era centro amministrativo dell'intero complesso. Il numero di detenuti stabili fluttuò tra le 15 000 e le oltre 20 000 unità. Qui furono uccise nella camera a gas ricavata nell'obitorio del crematorio 1, o morirono a causa delle impossibili condizioni di lavoro, di esecuzioni, per percosse, torture, malattie, fame, criminali esperimenti medici, circa 70 000 persone, per lo più intellettuali polacchi e prigionieri di guerra sovietici. Nei sotterranei del block 11, la prigione del campo, il 3 settembre 1941 dal vicecomandante del campo Karl Fritzsch fu sperimentato per la prima volta, per l'uccisione di 850 prigionieri, il gas Zyklon B - veleno normalmente usato come antiparassitario, poi impiegato su vasta scala per il genocidio degli ebrei.
Era il Vernichtungslager (campo di sterminio). In questo immenso lager persero la vita oltre un milione e centomila persone, in stragrande maggioranza ebrei, sovietici di varie nazionalità, polacchi, rom e sinti, prigionieri di guerra, omosessuali, oppositori politici, testimoni di Geova. All'arrivo i prigionieri subivano una procedura di selezione, e quelli considerati «inabili al lavoro» - soprattutto anziani, donne e bambini - venivano condotti direttamente alle camere a gas e assassinati subito.
Birkenau fu il più esteso lager del mondo. Arrivò a contare oltre 100 000 prigionieri contemporaneamente detenuti. Era dotato di quattro grandi crematori, nonché di «roghi», fosse che ardevano ininterrottamente giorno e notte, usate per l'eccedenza delle vittime che non si riusciva a smaltire nonostante le pur notevoli capacità distruttive delle installazioni di sterminio. Gli internati, reclusi separatamente in settori maschili e femminili, venivano usati per il lavoro coatto o vi risiedevano temporaneamente in attesa di trasferimento. Il campo, situato nell'omonimo villaggio di Brzezinka (in tedesco Birkenau), distava circa tre chilometri da quello principale e fu operativo dall'8 ottobre 1941.
Era l'Arbeitslager (campo di lavoro). Sorgeva nei pressi del complesso industriale Buna Werke per la fabbricazione di gomma sintetica (di proprietà dell'azienda I.G. Farben) che però, nonostante l'impegno profuso, non entrò mai in produzione. Il campo, situato a circa tre chilometri da Auschwitz, fu operativo dal 31 ottobre 1942 e accolse fino a 12 000 internati, tra cui Primo Levi ed Elie Wiesel.
Di seguito sono elencati tutti i 47 sottocampi di concentramento che facevano parte del complesso di Auschwitz durante l'occupazione:[22][23]
Denominazione | Posizione | Attività | Numero di prigionieri | Apertura | Chiusura |
---|---|---|---|---|---|
Altdorf | Stara Wieś presso Pszczyna | Lavori forestali. Autorità: Ufficio forestale di Pleß | Circa 20 | 1 ottobre 1942 | 30 novembre 1943 |
Althammer | Stara Kuźnia | Costruzione di una centrale termoelettrica (l'odierna centrale "Halemba") | 486 (17 gennaio 1945) | 15 settembre 1944 | gennaio 1945 |
Babitz | Babice (Babitz) presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | 159 uomini (17 gennaio 1945) e circa 180 donne (estate 1944) | 1 marzo 1943 | 18 gennaio 1945 |
Birkenau | Brzezinka (Birkenau) presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | 204 (17 gennaio 1945) | 1943 | gennaio 1945 |
Bismarckhütte | Chorzów (Königshütte) | Lavoro nella "Bismarckhütte" nella produzione di armi e veicoli blindati. Azienda: Berghütte Königs- und Bismarckhütte AG | 192 (17 gennaio 1945) | 1 settembre 1944 | 27 gennaio 1945 |
Blechhammer | Blachownia Śląska (Blechhammer) presso Koźle, distretto di Kędzierzyn-Koźle | Costruzione di impianti chimici. Azienda: Oberschlesische Hydrierwerke AG | 3.958 uomini (17 gennaio 1945) e 157 donne (30 dicembre 1944) | 1º aprile 1944 | 26 gennaio 1945 |
Bobrek | Bobrek presso Oświęcim (Auschwitz) | Produzione di apparecchiature elettriche per aerei e sottomarini. Azienda: Siemens-Schuckertwerke AG | 213 uomini (17 gennaio 1945) e 38 donne (30 dicembre 1944) | aprile/maggio 1944 (assunzione di detenuti dal dicembre 1943) | 19 gennaio 1945 |
Brünn | Brno (Brünn), all'epoca Protettorato di Boemia e Moravia | Lavori di costruzione dell'Accademia tecnica delle SS e della polizia. Datore di lavoro: SS-WVHA, Ufficio C, Direzione lavori Brno | 250 (ottobre 1943), 36 (17 gennaio 1945) | 1 ottobre 1943 | gennaio 1945[24]/31 marzo 1945[23] |
Budy I[25] | Budy/Bór (Brzeszcze) presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | Alcune centinaia di donne | aprile 1943 | autunno 1944 |
Budy II[25] | Budy/Bór (Brzeszcze) presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | 313 | aprile 1942 | gennaio 1945 (con una pausa nell'autunno/inverno 1942/43) |
Budy III[25] | Budy/Bór (Brzeszcze) bei Oświęcim (Auschwitz) | Lavori in una tenuta delle SS per l'irrigazione (scavo di fossati) e la pulizia delle vasche per i pesci | Circa 400 detenute della compagnia penale (estate 1942) | giugno 1942 | primavera 1943 |
Charlottengrube | Rydułtowy | Lavoro nella miniera "Charlotte" per l'estrazione del carbone e l'ampliamento della miniera. Azienda: Reichswerke Hermann Göring | 833 (17 gennaio 1945) | 19 settembre 1944 | 31 gennaio 1945 |
Chelmek | Chełmek | Lavoro in un calzaturificio (pulizia del deposito acqua). Azienda: Ota Schlesische Schuh-Werke (ex "Bata") | Circa 150 | 1 ottobre 1942 | 9 dicembre 1942 |
Eintrachthütte | Świętochłowice (Schwientochlowitz) | Lavoro nella "Eintrachthütte" per la produzione di cannoni antiaerei. Aziende: OSMAG e Ost-Maschinenbau | 1297 (17 gennaio 1945) | maggio 1943[26]/7 giugno 1943[23] | 23 gennaio 1945 |
Freudenthal | Bruntál (Freudenthal), nel Reichsgau Sudetenland | Lavorazione della frutta. Compagnia: Emmerich Machold | 301 donne (30 dicembre 1944) | 1944 | gennaio 1945[26]/8 maggio 1945[23] |
Fürstengrube | Wesoła presso Mysłowice (Myslowitz) | Lavoro nella miniera "Fürstengrube" (estrazione del carbone e scavo di nuove miniere). Azienda: Fürstengrube GmbH | 1283 (17 gennaio 1945) | 2 settembre 1943 | 29 gennaio 1945 |
Gliwice I | Gliwice | Miglioramento della flotta ferroviaria. Azienda: Reichsbahnausbesserungswerk Gleiwitz | 1336 (17 gennaio 1945) | marzo 1944 | 21 gennaio 1945 |
Gliwice II | Gliwice | Produzione di nerofumo (donne); riparazione, manutenzione di macchinari e ampliamento delle fabbriche (uomini). Azienda: Deutsche Gasrußwerke GmbH | 740 uomini (17 gennaio 1945) e 371 donne (30 dicembre 1944) | 3 maggio 1944 | 22 gennaio 1945 |
Gliwice III | Gliwice | Riparazione dei padiglioni della Gleiwitzer Hütte, produzione di armi, munizioni e ruote ferroviarie. Azienda: Zieliewski – Maschinen- und Waggonbau GmbH, Cracovia | 609 (17 gennaio 1945) | luglio 1944 | 21 gennaio 1945 |
Gliwice IV | Gliwice | Ampliamento della caserma, riparazione e riconversione di veicoli militari | 444 (17 gennaio 1945) | giugno 1944 | 21 gennaio 1945 |
Golleschau | Goleszów | Lavoro in un cementificio delle SS. Azienda: Ostdeutsche Baustoffwerke GmbH – Golleschauer Portland Zement AG | 1008 (17 gennaio 1945) | 15 luglio 1942 | 21 gennaio 1945 |
Günthergrube | Lędziny | Estrazione del carbone nella miniera "Piast" e scavo della miniera "Günther". Azienda: Fürstlich-Plessische Bergwerks AG | 586 (17 gennaio 1945) | 1 febbraio 1944 | 19 gennaio 1945 |
Harmense I[27] | Harmęże presso Oświęcim (Auschwitz) | Allevamento di pollame, conigli e piscicoltura in un'azienda delle SS | Circa 70 uomini | 8. Dezember 1941 | 18 gennaio 1945 |
Harmense II[27] | Harmęże presso Oświęcim (Auschwitz) | Allevamento di pollame e conigli in un'azienda delle SS | Circa 50 donne | giugno 1942 | 18 gennaio 1945 |
Hindenburg | Zabrze | Lavoro nella "Donnersmarckhütte" per la produzione di armi e munizioni. Azienda: United Oberschlesische Hüttenwerke AG | 50 uomini (17 gennaio 1945) e 470 donne (30 dicembre 1944) | 1º agosto 1944 | 19 gennaio 1945 |
Hubertushütte | Łagiewniki (Hohenlinde) | Lavoro nella "Hubertushütte". Azienda: Berghütte Königs- und Bismarckhütte AG | 202 (17 gennaio 1945) | 20 dicembre 1944 | 19 gennaio 1945 |
Janinagrube | Libiąż | Estrazione del carbone nella miniera "Janina". Azienda: Fürstengrube GmbH | 853 (17 gennaio 1945) | 4 settembre 1943 | 18 gennaio 1945 |
Jawischowitz | Jawiszowice presso Brzeszcze | Lavoro nella miniera "Brzeszcze-Jawischowitz" nell'estrazione del carbone e nei lavori di costruzione fuori terra. Azienda: Reichswerke Hermann Göring | 1988 (17 gennaio 1945) | 15 agosto 1942 | 19 gennaio 1945 |
Kobier | Kobiór | Lavori forestali. Pertinenza: Ufficio forestale di Pleß | 158 (25 aprile 1943) | 1 ottobre 1942 | 30 settembre 1943 |
Lagischa | Łagisza | Costruzione della centrale termoelettrica "Walter". Azienda: Energie-Versorgung Oberschlesien AG | Circa 1000 | 15 giugno 1943[23]/settembre 1943[28] | 6 settembre 1944 |
Laurahütte | Siemianowice | Lavoro nella "Laurahütte" nella produzione di cannoni antiaerei. Azienda: Berghütte Königs- und Bismarckhütte AG | 937 (17 gennaio 1945) | 1º aprile 1944 | 24 gennaio 1945 |
Lichtewerden | Světlá, nel Reichsgau Sudetenland | Lavoro in una fabbrica di filati. Azienda: GA Buhl e figlio | 300 donne (30 dicembre 1944) | 11 novembre 1944 | gennaio 1945[28]/6 maggio 1945[23] |
Monowitz | Monowice (Monowitz) presso Oświęcim (Auschwitz) | Costruzione di un impianto chimico. Azienda: IG Farbenindustrie AG | 10223 (17 gennaio 1945) | 31 maggio 1942[23]/ottobre 1942[29] (impiego da marzo/aprile 1941) | 27 gennaio 1945 |
Neu-Dachs | Jaworzno | Lavori nelle miniere di carbon fossile a Jaworzno e costruzione della centrale elettrica "Wilhelm". Azienda: Energy Supply Oberschlesien AG | 3664 (17 gennaio 1945) | 15 giugno 1943 | 19 gennaio 1945 |
Neustadt | Prudnik | Lavoro in una fabbrica tessile. Azienda: Schlesische Feinweberei AG | 399 donne (30 dicembre 1944) | 26 settembre 1944 | 19 gennaio 1945 |
Plawy | Pławy presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS | 138 uomini (17 gennaio 1945) e circa 200 donne (gennaio 1945) | 20 dicembre 1944 (uomini), 3 gennaio 1945 (donne) | 18 gennaio 1945 |
Radostowitz | Radostowice presso Pszczyna (Pleß) | Lavori forestali. Pertinenza: Ufficio forestale di Pleß | Circa 20 | 1942 | 1943 (con una pausa nell'inverno 1942/1943) |
Raisko | Rajsko presso Oświęcim (Auschwitz) | Lavoro in un'azienda delle SS (orticoltura, piantagione sperimentale di Kok-Saghys) | Circa 300 donne (1944)[30] | giugno 1943 | gennaio 1945 |
Sonderkommando Kattowitz | Katowice | Costruzione di rifugi antiaerei e caserme per la Gestapo | 10 | 20 gennaio 1944 | 31 gennaio 1945 |
Sosnitza | Sośnica (Sosnitza, Gleiwitz-Oehringen) | Demolizione degli edifici di un campo di prigionia | Circa 30 | luglio 1940 | agosto 1940 |
Sosnowiec I | Sosnowiec | Ristrutturazione di un edificio per uso uffici in Marktstr.12 (ulica Targowa 12) | 100 | 31 agosto 1943 | 17 gennaio 1945 |
Sosnowiec II | Sosnowiec | Lavoro in una ferriera, fusione di tubi per cannoni antiaerei e fabbricazione granate. Azienda: Berghütte Ost-Maschinenbau GmbH | 863 (17 gennaio 1945) | maggio 1944 | 17 gennaio 1945 |
2. SS-Bauzug in Karlsruhe | Carlsruhe in Oberschlesien | Rimozione dei detriti e riparazione dei binari ferroviari. Autorità: Ufficio C della SS-WVHA | Circa 500 | settembre 1944 | ottobre 1944[31] |
SS-Hütte Porombka | Międzybrodzie | Costruzione e fornitura di una casa per vacanze delle SS (Solahütte) | Alcune dozzine di uomini durante la costruzione, alcune donne nel periodo di attività[32] | autunno (ottobre/novembre) 1940 | gennaio 1945 |
Trzebinia | Trzebinia | Ampliamento di una raffineria. Azienda: Petroleum Raffinerie GmbH | 641 (17 gennaio 1945) | 1 luglio 1944[23] / agosto 1944[33] | 31 gennaio 1945 |
Tschechowitz I (Bombensuchkommando) | Czechowice-Dziedzice | Rimozione degli ordigni inesplosi nella raffineria e nel sito adiacente. Azienda: Compagnia petrolifera Vacuum | Circa 100 | agosto 1944 | settembre 1944 |
Tschechowitz II (Vacuum) | Czechowice-Dziedzice | Eliminazione dei detriti, manutenzione della raffineria. Azienda: Compagnia petrolifera Vacuum | 561 (17 gennaio 1945) | settembre 1944 | gennaio 1945 |
Auschwitz, che fu centro amministrativo dell'intero complesso, fu fondato il 20 maggio 1940, convertendo vecchie caserme dell'esercito polacco in un campo di concentramento e di lavoro. 728 prigionieri politici polacchi provenienti da Tarnów furono i primi deportati ad Auschwitz il 14 giugno 1940; lavorarono come manovali al riadattamento delle caserme, danneggiate dai bombardamenti, e alla costruzione delle recinzioni perimetrali.
Inizialmente venivano internati gli intellettuali e membri della resistenza polacca; più tardi vi si aggiunsero prigionieri di guerra sovietici, criminali comuni tedeschi, prigionieri politici ed "elementi asociali" come mendicanti, prostitute, omosessuali, testimoni di Geova, nonché ebrei. Normalmente vi erano rinchiuse dalle 13 000 alle 16 000 persone, ma nel 1942 si raggiunsero 20 000 detenuti.
Sopra il cancello d'ingresso si trovava la cinica scritta Arbeit macht frei ("Il lavoro rende liberi"), ideata, a quanto parte, dall'SS-Sturmbannführer Rudolf Höss, primo comandante responsabile del campo. Sembra anche che il fabbro che costruì la scritta, un dissidente politico polacco di nome Jan Liwackz, matricola 1010, avesse saldato la lettera "B" al contrario in segno di protesta, conscio di quale sarebbe stata la vera funzione di Auschwitz; questo gesto gli sarebbe potuto costare la vita. Si dice che quando il campo fu liberato dall'Armata Rossa, Liwackz chiese di riavere l'insegna, perché "gli apparteneva" in quanto realizzata da lui; cosa che non avvenne, dato che la scritta apparteneva ormai alla storia. I prigionieri che uscivano dal campo per recarsi al lavoro, o che vi rientravano, erano costretti a sfilare sotto questo cancello, accompagnati dal suono di marce marziali eseguite da un'orchestra di deportate appositamente costituita, Mädchenorchester von Auschwitz (letteralmente "Orchestra delle ragazze di Auschwitz"). Contrariamente a quanto rappresentato in alcuni film, la maggior parte degli ebrei non era detenuta ad Auschwitz e quindi non passava per questo cancello.
Le SS designarono alcuni prigionieri, spesso criminali comuni di origine tedesca o ariana (e quindi appartenenti alla "razza superiore"), come supervisori per gli altri detenuti. Tali supervisori, chiamati Kapo, nella maggior parte dei casi si macchiarono di orrendi crimini, abusando del proprio potere e divenendo così complici dei carnefici.
Gli internati vivevano in baracche chiamate block dotate di letti a castello a tre piani di tipo militare; il sovraffollamento delle baracche, spesso utilizzate al doppio della capienza, costringeva i prigionieri a dividere un pagliericcio in due o più, favorendo la trasmissione di parassiti e germi, che aumentavano le già elevate possibilità di infezioni e malattie.
Nella scala sociale del campo gli ebrei erano all'ultimo posto e ricevevano il peggior trattamento. Tutti gli internati avevano l'obbligo di lavorare (quelli inabili al lavoro venivano uccisi appena arrivati nel campo); gli orari variavano a seconda delle stagioni e si assestavano su una media di dieci o undici ore di lavoro giornaliero. Una domenica ogni due, tranne per chi lavorava presso aziende belliche che funzionavano a ciclo continuo, era considerata festiva e veniva dedicata alla pulizia e manutenzione del campo e all'igiene personale. Le condizioni di lavoro disumane, le razioni scarse e l'igiene pressoché inesistente portavano rapidamente i detenuti alla morte.
Il complesso di Birkenau, divenuto operativo il 7 ottobre 1941, era stato concepito da Himmler nel marzo 1941 inizialmente per i prigionieri di guerra sovietici catturati in gran numero durante le prime fasi dell'invasione tedesca. Birkenau fu il principale campo di sterminio del complesso concentrazionario di Auschwitz. Qui, in diversi sotto-campi, furono imprigionate centinaia di migliaia di deportati e trovarono la morte circa 1,1 milioni di persone. Degli oltre 13 000 sovietici giunti con i primi convogli solo 92 erano ancora vivi il 27 gennaio 1945, giorno della liberazione del campo.
Il campo fu installato presso la cittadina a Brzezinka (dal polacco brzoza - betulla; in tedesco Birkenau), a circa 3 km dal campo Auschwitz. Il luogo fu scelto per la vicinanza della ferrovia, che avrebbe semplificato le operazioni logistiche per grandi deportazioni successive previste già allora. Successivamente il campo divenne strumento principale di sterminio nel contesto della tristemente famosa soluzione finale della questione ebraica. (Il libro Mein Kampf, pubblicato da Hitler nel 1925 e considerato una sorta di manifesto dell'ideologia nazista, oltre a propugnare l'espansione territoriale del Reich tedesco verso est, una visione politica primitiva e brutale, un regime totalitario di tipo fascista e ispirato al culto della razza, esprimeva anche una forma di antisemitismo radicale, ma non prefigurava lo sterminio degli ebrei).
Per costruire il lager, furono espropriate e distrutte le abitazioni del villaggio di Brzezinka; il materiale ricavato fu adoperato nei lavori.
Le dimensioni di Birkenau erano immense: circa 2,5 km per 2 km. Era circondato da filo spinato elettrificato, ed ogni giorno moltissimi prigionieri, stremati dalle impossibili condizioni di vita, a volte peggiori di quelle di Auschwitz e di Monowitz, andavano a gettarsi sul reticolato ad alta tensione per porre fine alle loro sofferenze; era la morte "svelta e dolce"[34], nel gergo del campo si diceva «andare al filo».
Il campo arrivò a contenere fino a 100 000 persone internate in diversi settori, completamente separati tra loro e senza alcuna possibilità di comunicazione tra uno e l'altro:
Lo scopo primario della struttura era l'eliminazione di massa: vi si trovavano quattro camere a gas con annessi crematori. L'eliminazione ebbe inizio nella primavera del 1942.
Il campo di Monowitz nacque a circa sette chilometri a est dal campo principale di Auschwitz al fine di collocarvi la manodopera a basso costo per l'impianto chimico Buna Werke, allora in costruzione, evitando lunghe marce tra il campo principale e il sito e aumentando così la produttività. Buna Werke, di proprietà della IG Farben, era destinato alla produzione su vasta scala di gomma sintetica (Buna, da cui il nome del complesso), benzina sintetica e altri sottoprodotti del carbone. Nonostante i grandi sforzi compiuti, che causarono la morte di circa 25 000 lavoratori schiavi su un totale di 35 000, l'impianto non arrivò mai a produrre. Era la più grande fabbrica chimica dell'epoca.
Se questo è un uomo di Primo Levi, deportato italiano di origine ebraica, descrive la tragica situazione degli internati a Monowitz. La salvezza di Levi si deve probabilmente alla sua laurea in chimica, che gli permise di essere assunto in qualità di "specialista" all'interno del complesso e poter così allieviare ogni tanto le terribili condizioni (acuite dal freddo inverno polacco) delle normali squadre di lavoro.
I sottocampi erano situati nelle vicinanze dei tre campi principali. Avevano lo scopo di far lavorare i prigionieri in allevamento, agricoltura e costruzione di fattorie.
Sin dagli anni trenta i piani nazisti prevedevano la deportazione e lo sterminio del 90% dei polacchi. Una volta eliminati gli ebrei, i campi della morte della Polonia sarebbero stati usati contro i polacchi stessi[36]. La Polonia avrebbe dovuto essere smembrata, depredata di tutti i territori e di tutte le risorse nazionali e una piccola percentuale di popolazione sopravvissuta ridotta in schiavitù al servizio dei coloni tedeschi, in aree da ripopolare con individui di razza germanica; il numero dei polacchi da lasciare in vita, necessario per la colonizzazione, era stimato in due-tre milioni. Ogni famiglia tedesca avrebbe avuto i propri schiavi slavi di cui disporre a piacimento[37].
In questo contesto, già durante l'invasione della Polonia, avvenuta il 1º settembre 1939, le truppe tedesche venivano seguite da speciali Einsatzkommandos che avevano il compito di sterminare gli ebrei e le personalità politiche e culturali polacche. Presto tutte le prigioni polacche furono piene e si ebbe la necessità di trovare nuove aree di internamento per i numerosi prigionieri che venivano catturati durante i rastrellamenti.
Durante le prime fasi dell'invasione nazista i soldati eseguivano numerose fucilazioni di massa dei "nemici del popolo tedesco": ebrei, zingari, oppositori politici. Ci furono numerosi casi di diserzione e suicidi nelle file dell'esercito tedesco, poiché i militari faticavano ad accettare ordini che comportavano la fucilazione di vecchi, donne e bambini. La scelta di aprire campi di sterminio veniva incontro anche all'esigenza di evitare il lavoro "sporco" ai semplici soldati di leva. I campi di sterminio assolvevano tre necessità:
Nel dicembre 1939 il comandante della polizia di sicurezza (Sipo) e dell'SD di Breslavia SS-Oberführer Arpad Wigand, in collaborazione con l'ufficio dell'alto comando delle SS e della polizia del Sud-Est (SS-Gruppenführer Erich von dem Bach-Zelewski), mise allo studio la possibilità di costruire un nuovo campo di concentramento nella zona di Oświęcim (Auschwitz).
Il luogo fu scelto per la presenza alla confluenza dei fiumi Vistola e Soła di una caserma di artiglieria polacca caduta nelle mani della Wehrmacht, situata fuori dalla città, quindi facile da isolare dal mondo esterno. La posizione offriva inoltre comodi collegamenti ferroviari con la Slesia, il Governatorato Generale, la Cecoslovacchia e l'Austria, che avrebbero semplificato la deportazione degli elementi "ostili", "asociali" e degli ebrei.
Tra gennaio e aprile 1940 furono vagliate diverse ipotesi alternative per l'ubicazione del campo, con l'intervento dello stesso comandante delle SS Heinrich Himmler, desideroso di risolvere quanto prima i problemi della creazione di un nuovo complesso (ad esempio, a febbraio l'esercito ebbe qualche difficoltà con la consegna della caserma).
L'8 aprile 1940 il generale Halm stipulò con le SS un contratto per la realizzazione della struttura. Il 18-19 aprile 1940 Rudolf Höß, già aiutante presso il campo di concentramento di Sachsenhausen, fece un ultimo sopralluogo. Prima di visitare il campo, Höß si incontrò con Wingand a Bratislava e fu aggiornato circa i dettagli del progetto: creare un campo di quarantena per prigionieri polacchi destinati alla successiva deportazione in altri campi all'interno del Terzo Reich.
Il 27 aprile 1940, in seguito al rapporto di Höß, Himmler ordinò all'ispettore dei campi di concentramento SS-Oberführer Richard Glücks di costrure quello che sarebbe diventato Auschwitz, ricorrendo alla manodopera di detenuti già internati in altri campi. Il 29 aprile Glücks nominò Höß comandante provvisorio del nuovo campo (la nomina definitiva è del 4 maggio 1940). Höß raggiunse il sito il 30 aprile, scortato da cinque uomini delle SS. Per i lavori di sistemazione dell'area furono immediatamente impiegati alcuni civili polacchi e circa trecento ebrei, forniti dal locale consiglio ebraico (Judenrat).
Il 20 maggio 1940 arrivarono i primi trenta prigionieri, provenienti dal campo di concentramento di Sachsenhausen, per la maggior parte criminali comuni selezionati per la loro crudeltà e ottusa obbedienza a ogni ordine, destinati a diventare il primo nucleo di Kapò e "prominenti", e ad aiutare le SS nel successivo "lavoro" di controllo della massa dei deportati.
Il 10 giugno 1940, prima ancora che i primi deportati giungessero al campo, furono ordinati progetti per un primo crematorio dotato di tre forni, ciascuno a doppia muffola, prodotti dalla J.A. Topf und Söhne di Erfurt; i progetti furono rapidamente approvati e la costruzione fu ultimata entro il 23 settembre dello stesso anno, data della prima cremazione di prova conosciuta.
Il 14 giugno 1940, seppur ancora in fase di costruzione e ampliamento, il campo di Auschwitz ricevette il primo convoglio di 728 deportati, accolti dal primo direttore del campo SS-Hauptsturmführer Karl Fritzsch con le parole[38]:
La sigla RIF (e non RJF) in realtà stava per Reichsstelle für Industrielle Fettversorgung, ovvero "Centro nazionale per approvvigionamento grassi industriali". Si trattava di un surrogato di sapone di scarsa qualità, che non conteneva grassi né umani né di altra provenienza[40]. La produzione di sapone con grasso umano in alcuni campi è effettivamente avvenuta, ma solo in casi isolati in via sperimentale e mai su grande scala[41].
Auschwitz fu inizialmente fondato come campo di concentramento e di smistamento dei prigionieri di origine polacca e non specificamente per lo sterminio del popolo ebraico. Infatti, nonostante il violento antisemitismo proprio della dittatura nazionalsocialista, all'epoca Hitler e i gerarchi del Reich non avevano ancora trovato quella che, eufemisticamente, denominarono in seguito la "soluzione finale del problema ebraico".
Tale "soluzione" sarebbe stata decisa da Hitler tra l'ottobre e il dicembre 1941[42] e pianificata nel corso della conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942, durante la quale si decise lo sterminio scientifico del popolo ebraico (e di altre minoranze) e che a metà del 1942 diede avvio alla fase più brutale dell'Olocausto, quella del genocidio. Per quella data ad Auschwitz era stato reso pienamente operativo ed efficiente il grande complesso di sterminio di Birkenau[43].
Si riportano qui sotto alcuni termini tipici della lingua dei lager ricorrenti anche nel campo di Auschwitz[44][45].
I convogli di deportati (2 000 – 2 500 prigionieri per treno), spesso chiamati trasporti, composti da vagoni merci contenenti da 80 a 120 persone costrette a inimmaginabili condizioni di vita e igieniche, che spesso viaggiavano per 10-15 giorni per raggiungere la loro ultima meta, venivano organizzati da uno speciale dipartimento dell'RSHA (Ufficio centrale per la sicurezza del Reich): l'Amt IV B 4 comandato da Adolf Eichmann. Eichmann e i suoi collaboratori in qualità di esperti di "problemi ebraici" gestirono l'intera parte logistica dello sterminio, indirizzando i convogli in diversi centri in base alla capacità "ricettiva" di essi; il grande complesso di Auschwitz ricoprì sempre un ruolo fondamentale nel processo di "soluzione finale". Le azioni di sterminio (chiamate Aktion), della durata di 4-6 settimane, si susseguirono per tutta la durata del conflitto coinvolgendo successivamente diversi gruppi provenienti dalle nazioni sotto il controllo tedesco.
Dal 14 giugno 1940 (data del primo arrivo dei deportati) al 1942 (quando fu messa in funzione la Judenrampe) i treni sostavano sui binari nei pressi del campo principale di Auschwitz – i grandi impianti di sterminio di Birkenau non erano ancora stati costruiti. Questo avvenne anche in seguito, soprattutto nel caso di rastrellati polacchi (non ebrei) da internare nel campo principale. A volte si "scaricava" nella stazione della cittadina di Oświęcim a causa dell'eccessivo numero di convogli in arrivo.
Dal 1942 fino al maggio 1944 i treni arrivavano a una piccola banchina ferroviaria, universalmente nota come la rampa degli ebrei (in tedesco Judenrampe), situata a circa ottocento metri all'esterno del campo di Auschwitz, nei pressi dello scalo merci della stazione di Oświęcim. La maggior parte dei convogli di deportati italiani ebbe come ultima fermata proprio la Judenrampe, compreso il treno che trasportava Primo Levi, che ha vividamente descritto la scena del suo arrivo notturno come «una vasta banchina illuminata dai riflettori» in Se questo è un uomo. Dopo la guerra la Judenrampe, luogo di arrivo e selezione di almeno 800 000 deportati da tutta Europa, non fu inclusa nell'area divenuta museo del campo e scomparve quasi completamente. Solo nel 2005 è stata in parte recuperata e inserita nei percorsi di visita al campo di Auschwitz.
Nel maggio 1944, per semplificare le operazioni di sterminio dei numerosi convogli provenienti dall'Ungheria, la linea ferroviaria fu prolungata all'interno del campo di Birkenau fino a una nuova banchina a tre binari chiamata Bahnrampe. La Bahnrampe, resa famosa dalle evocative scene del capolavoro Schindler's List di Steven Spielberg, fu utilizzata fino al novembre 1944 quando, per ordine del comandante delle SS Heinrich Himmler, con l'avvicinarsi delle truppe sovietiche le operazioni di sterminio furono sospese e si procedette alla liquidazione del campo.
Appena arrivati a destinazione, i treni venivano rapidamente scaricati del loro carico umano e avveniva la selezione tra gli abili al lavoro e quelli da mandare direttamente alla morte. Le procedure della selezione sono descritte in molti libri di memorie dai sopravvissuti e nelle testimonianze fornite ai processi da membri delle stesse SS. Ne esiste anche una dettagliata documentazione fotografica nel cosiddetto Auschwitz Album, una serie di circa duecento foto scattate a maggio-giugno del 1944 dai militari delle SS, probabilmente per ordine delle autorità di comando tedesche desiderose di vedere quanto avveniva nel campo.[46]
L'area veniva circondata da uomini armati delle SS e da internati che accostavano rampe in legno alle porte dei vagoni per semplificare e velocizzare la discesa. Gli stessi internati – che avevano l'assoluto divieto, pena la morte, di parlare con i nuovi arrivati per evitare il panico negli stessi – scaricavano i bagagli che venivano portati presso il settore Kanada di Birkenau dove si effettuava la cernita e l'imballaggio dei beni per il successivo invio in Germania.
Gli uomini venivano separati dalle donne e dai bambini formando due distinte file. A questo punto il personale medico delle SS decideva chi era abile al lavoro. Mediamente solo il 25% aveva possibilità di sopravvivere. Il restante 75% (donne, bambini, anziani, madri con figli) veniva indirizzato direttamente alle camere a gas. Le percentuali abili/gasati fluttuarono nel corso del conflitto a seconda delle esigenze dell'industria bellica tedesca diretta da Albert Speer. Vi furono interi treni inviati direttamente alle camere a gas senza nessuna selezione a causa del sovraffollamento del campo e dell'imminente arrivo di nuovi convogli, soprattutto durante lo sterminio degli ebrei ungheresi nel 1944.
La selezione era operata esclusivamente da personale medico delle SS, uno o più dottori a turno in servizio alla rampa.
In questa fase le SS mantenevano un comportamento gentile e accondiscendente al fine di mascherare le loro intenzioni e velocizzare le operazioni di scarico e selezione, infondendo falsa fiducia nei prigionieri appena arrivati, normalmente stanchi e confusi dal lungo viaggio.
Le persone considerate non utili allo sforzo bellico venivano mandate immediatamente in una delle quattro camere a gas mascherate da docce situate a Birkenau, dove venivano uccise a gruppi con gas letali (di solito Zyklon B). Un'altra camera a gas, la prima costruita, era presente anche ad Auschwitz e fu operativa dal 15 agosto 1940 al luglio 1943, quando fu abbandonata in favore di quelle più "efficienti" di Birkenau. I deportati venivano spostati (a piedi o con grossi camion) dall'altra parte del campo rispetto alle banchine di arrivo. Qui venivano introdotti in un locale camuffato da spogliatoio con tanto di descrizioni multilingue delle procedure per il successivo recupero dei vestiti. A documentare il momento immediatamente precedente e immediatamente successivo all'ingresso nelle camere a gas si conoscono, oltre a numerose testimonianze di prigionieri sopravvissuti e del personale SS, anche le quattro foto del Sonderkommando, scattate clandestinamente da un membro del gruppo di lavoro ad Auschwitz-Birkenau (forse l'ebreo greco Alberto Errera) e fatte pervenire alla resistenza polacca.[47]
I dichiarati abili al lavoro venivano invece condotti negli edifici dei bagni, dove dovevano, anzitutto, consegnare biancheria e abiti, nonché tutti i monili di cui erano in possesso; venivano privati, inoltre, degli eventuali documenti d'identità. Tutti potevano conservare solo un fazzoletto di stoffa, gli uomini anche la cintura dei pantaloni. Poi venivano spinti nel locale in cui i barbieri li radevano su tutto il corpo in maniera sbrigativa, dopo aver inumidito le zone sottoposte a rasatura con uno straccio intriso di liquido disinfettante. Il passaggio successivo era la doccia, cui seguiva la distribuzione del vestiario da campo: una casacca, un paio di pantaloni e un paio di zoccoli.
I detenuti ritenuti abili al lavoro dovevano lavorare fino allo stremo per numerose ditte tedesche, tra cui la IG Farben, produttrice del gas che serviva a sterminarli, la Metal Union e la Siemens. Nel campo non c'erano servizi igienici, l'assistenza medica era fittizia; fame ed epidemie erano all'ordine del giorno.
Rasati a zero, scorticati con rasoi spuntati fin nelle parti intime, disinfettati con prodotti orticanti e lavati nel peggiore dei modi con acqua bollente alternata alla gelata, i prigionieri indossavano i logori panni del campo, una specie di "pigiami" a strisce grigie scure e chiare, o abiti riciclati rattoppati tolti ai deportati prima di loro. Pesanti e spaiati zoccoli di legno completavano la "divisa". Poi ai detenuti veniva tatuato sull'avambraccio sinistro un numero progressivo.
Seguiva la registrazione mediante la compilazione di una scheda (Häftlings-Personal-Karte) con i dati personali e l'indirizzo dei familiari più prossimi. I neo entrati venivano avvisati che d'ora in avanti non sarebbero più stati chiamati per nome, ma per numero che dovevano imparare a memoria in tedesco in modo da saperlo sia pronunciare sia riconoscere quando si veniva chiamati. Diventavano così solo dei "pezzi" (Stücke) numerati. Il numero era indispensabile in tutte le operazioni, dalla somministrazione della brodaglia alle estenuanti conte durante gli appelli; qualunque errore sarebbe stato punito senza pietà.
Dalla pratica del tatuaggio erano esentati i cittadini tedeschi ariani, i prigionieri "da rieducare", nonché gli ebrei provenienti da Varsavia durante e dopo l'insurrezione del ghetto nell'agosto-settembre 1942; a costoro era riservato un trattamento punitivo particolare, effettuato con efferatezza e sadismo estremi. Non era necessario registrarli perché sarebbero stati uccisi di lì a poco in modo atroce.[48]
Il numero di matricola, impresso su un pezzo di tela, era anche cucito sul lato sinistro della casacca, all'altezza del torace, e sulla cucitura esterna della gamba destra dei pantaloni. Al numero era associato un contrassegno colorato, che indicava la categoria del detenuto:
Sul triangolo che indicava la categoria era anche dipinta o impressa con inchiostro l'iniziale tedesca della nazionalità del detenuto, a meno che questi non fosse cittadino tedesco o apolide.
Politici | Criminali | Asociali | Emigranti | Testimoni di Geova | Omosessuali | Rom e Sinti | |
Normale | ![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Recidivo | ![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Prigioniero di compagnia di disciplina | ![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Ebreo | ![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() [49] |
![]() |
![]() |
La registrazione proseguiva con tre foto, che ritraevano il detenuto di fronte, di profilo destro e di profilo sinistro. Dal 1943, a causa delle difficoltà nel reperire materiale fotografico, le foto furono generalmente limitate ai soli detenuti tedeschi.
Fonti:
Nel novembre 1944, di fronte all'avanzata dell'Armata Rossa, Himmler diede l'ordine di cessare le esecuzioni nelle camere a gas e di demolirle assieme ai forni crematori, per nascondere le prove del genocidio; i nazisti, tuttavia, distrussero solo le camere e i forni di Birkenau, mentre quella di Auschwitz 1 fu adibita a rifugio "antibomba". Sino a quel momento erano stati uccisi oltre un milione e centomila persone.
Il numero esatto delle vittime di Auschwitz è difficile da stabilire, perché molti prigionieri non furono registrati e molte prove vennero distrutte dalle SS negli ultimi giorni della guerra.[50] Uno studio più ampio, incominciato da Franciszek Piper che confrontò gli orari di arrivi dei treni e i dati di deportazione, calcola che su 1,1 milioni totali almeno 960 000 morti furono ebrei.[51]
Il 27 gennaio 1945 il campo fu liberato dalle truppe sovietiche durante la loro rapida avanzata invernale dalla Vistola all'Oder. Il primo reparto che entrò nel campo faceva parte della LX Armata del generale Pàvel Aleksèevič Kùročkin del 1º Fronte ucraino del maresciallo Ivàn Kònev[16]. Furono trovati circa 7 000 prigionieri ancora in vita. Inoltre, furono rinvenuti migliaia di indumenti abbandonati, oggetti vari che possedevano i prigionieri prima di entrare nel campo e otto tonnellate di capelli umani imballati per il trasporto.
Auschwitz non fu il primo campo di sterminio a essere scoperto: in precedenza i sovietici avevano già liberato campi come quello di Majdanek, Chełmno e Bełżec; questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove i deportati venivano immediatamente gasati, salvo poche unità speciali.
Tra i corrispondenti che seguivano le truppe sovietiche entrate ad Auschwitz c'era il giornalista della Stella Rossa Vasìlij Gròssman, divenuto poi noto scrittore. Egli pubblicò varie opere sul tema della Shoah, ispirandosi anche alla sua esperienza ad Auschwitz; la più celebre di queste è il romanzo Vita e destino.
Dopo la dismissione il campo di concentramento di Auschwitz è divenuto un luogo simbolo, dedicato alla memoria delle vittime. Dal 1979 è patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Dal 1996 in Germania il giorno della liberazione di Auschwitz - 27 gennaio - è la giornata ufficiale del ricordo delle vittime del nazismo; anche in Italia questa data è ricordata come Giorno della Memoria.
Auschwitz e i resti delle camere a gas sono aperti al pubblico.
Analisi dell'insegna
Questa scritta introduceva al campo tutti i deportati che, a loro insaputa, andavano verso un destino fatale. La falsa promessa (presenza del lavoro) con cui accoglieva gli sfortunati di Birkenau, il campo con il più elevato tasso di mortalità[52] secondo i dati del museo di Auschwitz Birkenau[1], non era casuale: l'insegna aveva lo scopo di illudere i deportati con finto buonismo, non rivelando la verità e ingenerando vane speranze con un crudele gioco psicologico.
Furto
Nella notte tra il 17 e il 18 dicembre 2009 l'insegna "Arbeit macht frei" posta all'ingresso del campo venne rubata[53]. Sostituita provvisoriamente con una copia, fu rinvenuta pochi giorni dopo, spaccata in tre parti, nel nord della Polonia[54].
Oltre a essere costantemente visitato da turisti provenienti da ogni parte del mondo, Auschwitz è stato meta anche di personaggi celebri, tra cui tre papi. Il primo fu Giovanni Paolo II, nel suo primo viaggio da papa in Polonia il 7 giugno 1979; durante la visita pregò all'interno della cella dove fu detenuto Massimiliano Kolbe. Il 28 maggio 2006, l'ultimo giorno del suo primo viaggio apostolico in terra polacca, anche Benedetto XVI pregò nella cella di Kolbe, e dopo la visita del campo di Birkenau lesse un duro discorso contro il genocidio. Papa Francesco, recatosi in Polonia in occasione della GMG di Cracovia, onorò il campo il 29 luglio 2016 con una visita silenziosa. Le sue uniche parole le scrisse sul libro dei visitatori: «Signore abbi pietà del tuo popolo, Signore perdona per tanta crudeltà.»
Nel 1990 il numero di vittime del complesso di Auschwitz riportate sulla targa commemorativa fu messo in discussione, scatenando un acceso dibattito mai sopito. Alla fine passò da 4 000 000 a 1 500 000, allineandosi con le stime degli storici moderni che ritengono ragionevole una cifra compresa tra 1 100 000 e 1 500 000 morti.
Principale promotore della correzione fu Franciszek Piper, direttore del Dipartimento di Ricerca storica del Museo di Auschwitz, che, dopo un approfondito esame, considerò errato il valore precedente. Il numero di quattro milioni traeva origini da un articolo della rivista sovietica Kràsnaja Zvezdà dell'8 maggio 1945, basato sull'indagine di una commissione sovietica che aveva tenuto conto esclusivamente del rendimento massimo teorico giornaliero dei forni crematori e del periodo in cui sono stati in funzione. L'ipotesi fu parzialmente confermata nel successivo processo di Norimberga, quando il comandante Rudolf Höß testimoniò che tra il 1940 e il 1943 (il campo di Auschwitz fu operativo fino al gennaio 1945) vi erano morte circa tre milioni di persone.
La cifra di quattro milioni, spinta anche dall'orrore per la scoperta dei campi di sterminio nazionalsocialisti, è stata successivamente contestata da molti storici, che, pur non essendo mai addivenuti ad una stima definitiva, la fanno oscillare tra uno e due milioni. Tali studi, insieme a quelli dello stesso Piper che propende per 1 100 000 morti, lo convinsero a portare avanti - con successo - la sostituzione della targa commemorativa.
Il 13 giugno 2013, al blocco 27 di Auschwitz-Birkenau, è stata aperta una mostra permanente intitolata Shoah, resa possibile grazie al più importante[55] ente museale che si occupa dell'Olocausto: Yad Vashem[56][57]. L'iniziativa partì dopo la visita ai campi di concentramento e di sterminio fatta nel 2005 dal primo ministro israeliano Ariel Sharon. Yad Vashem ha curato sia la progettazione sia la realizzazione della mostra, che è stata finanziata in parte dallo Stato d'Israele[58].
^ Hans Jonas, Il concetto di Dio dopo Auschwitz,ed Il melangolo, 1995
Controllo di autorità | VIAF (EN) 168340274 · ISNI (EN) 0000 0001 2236 0451 · BAV 494/55758 · LCCN (EN) n96112360 · GND (DE) 4003697-2 · BNE (ES) XX451335 (data) · BNF (FR) cb161355471 (data) · J9U (EN, HE) 987007258076605171 |
---|