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Il Movistar Team, nota in passato come Reynolds, Banesto, Illes Balears e Caisse d'Épargne, è una squadra maschile spagnola di ciclismo su strada con licenza di WorldTeam.
Attiva nel professionismo dal 1980, risultando per questo una delle formazioni più longeve del panorama ciclistico, ha sede in Navarra ed è diretta da Eusebio Unzué, subentrato nel 2008 al manager storico, José Miguel Echavarri. Lo sponsor principale è dal 2011 Movistar, brand commerciale di Telefónica, affiancato a partire dal 2014 dal produttore di telai tedesco Canyon.
La squadra vanta un ampio palmarès, comprensivo di sette vittorie finali al Tour de France (cinque delle quali consecutivamente con Miguel Indurain nella prima metà degli anni novanta), quattro al Giro d'Italia e quattro alla Vuelta a España, oltre a cinque classifiche mondiali a squadre ProTour/World Tour, di cui quattro consecutive dal 2013 al 2016, per un totale di oltre 900 corse, che ne fanno una delle squadre più vincenti di sempre.
Storia
1970-1979: gli esordi nel dilettantismo
La squadra nacque nel 1970 a Irurtzun come formazione dilettantistica, con la denominazione Irurzungo-Nuevo Legarra, su iniziativa dei fratelli José e Jesús Legarra, gestori di un ristorante.[1] Primo direttore sportivo fu proprio José Legarra, presto affiancato, nel 1974, dal diciannovenne Eusebio Unzué, già ciclista per il team negli anni precedenti; nel 1975 giunse anche un nuovo sponsor, Reynolds, multinazionale dell'alluminio allora proprietaria di uno stabilimento a Irurtzun.[1][2] La squadra cominciò ad affermarsi nel panorama dilettantistico della regione, e nel 1978 al management si aggiunse l'ex professionista José Miguel Echavarri, ritiratosi dalle gare nel 1971; nello stesso anno la rosa fu arricchita dal ciclista uruguayano Héctor Rondán, che in due anni portò alla squadra 21 vittorie, tra cui quella nell'importante Vuelta a Valladolid.[1]
1980-1989: Reynolds nel professionismo
Grazie al maggior impegno di Reynolds, nel 1980 la squadra poté debuttare nel professionismo, con José Miguel Echavarri nel ruolo di direttore sportivo e una rosa di dodici ciclisti, dieci dei quali al debutto da pro; nonostante un budget ridotto, circa 15 milioni di pesetas, in quegli anni la squadra fu la prima in Spagna a dotarsi di un medico sociale e a sfruttare i lati delle maglie per posizionare loghi pubblicitari.[1] Per le forti radici navarre, il team fu presto considerato come successore della Super Ser, squadra navarra attiva tra i pro fino al 1976.[1] Nel 1982 fu messo sotto contratto un giovane Pedro Delgado, che già quell'anno agì da gregario per il capitano Ángel Arroyo durante la Vuelta a España.[3] Arroyo vinse quella Vuelta, grazie anche alla squadra che controllò la corsa ma, 48 ore dopo la vittoria finale, fu resa nota la sua positività in un controllo antidoping al metilfenidato (Ritalin). Sia il ciclista sia la squadra negarono coinvolgimenti e chiesero le contro analisi che confermarono però la positività. Arroyo diventò il primo vincitore della Vuelta a España a essere squalificato.[4] Nel 1983 lo stesso Arroyo si classificò secondo al Tour de France, dando anche al suo team la prima storica vittoria di tappa alla Grande Boucle, nella cronometro di Puy-de-Dôme davanti al compagno Delgado.[5]
Delgado cambiò squadra nel 1985 ma ritornò alla Reynolds nel 1988, anno in cui vinse il Tour de France (terzo spagnolo a riuscire nell'impresa), risultato seguito dal successo nella Vuelta a España 1989. Nel 1984 debuttò come professionista con la squadra Miguel Indurain.
1990-2003: Banesto e iBanesto.com
Miguel Indurain in maglia Banesto nel 1996
Nel 1990 la banca spagnola Banesto diventò lo sponsor principale della squadra, sostituendo Reynolds. Delgado fu scelto come capitano per il Tour de France mentre Miguel Indurain e Julián Gorospe erano i leader per le gare a tappe di una settimana. Quando Gorospe diventò leader della Vuelta a España, la squadra decise di supportarlo per tentare di vincere la gara. Gorospe perse però la maglia rossa e Delgado passò alla guida della classifica generale. Quest'ultimo venne però scavalcato dall'italianoMarco Giovannetti e terminò la corsa solo al secondo posto.
Nel 2004 diventò sponsor principale il Governo delle Isole Baleari e nel 2005 diventò co-sponsor la banca francese Caisse d'Épargne che, a partire dal 2006, acquisì maggiore importanza e nel 2007 diventò unico sponsor, dopo la rinuncia del Governo delle Baleari.
La Caisse d'Épargne-Illes Balears terminò quinta nella classifica a squadre del Tour de France 2006 (56'53" dietro il T-Mobile Team). Nella classifica individuale, Óscar Pereiro finì la corsa in seconda posizione. La vittoria dello statunitense della PhonakFloyd Landis fu subito messa in dubbio, quando, dopo aver vinto la diciassettesima tappa, risultò positivo in un test delle urine al testosterone sintetico e con un rapporto tra testosterone ed epitestosterone vicino a tre volte il limite permesso dal regolamento della WADA.[6] Dopo le controanalisi, anch'esse positive, e due anni di appelli in tribunale, Pereiro fu ufficialmente riconosciuto vincitore del Tour.
Nel 2010 David Arroyo si classificò secondo al Giro d'Italia con un distacco dal vincitore Basso di 1'51". Pochi giorni dopo la fine del Giro 2010, il leader della squadra Alejandro Valverde venne squalificato per due anni a livello mondiale in seguito al coinvolgimento nell'inchiesta Operación Puerto del 2006; allo spagnolo vennero anche tolte tutte le vittorie dal 1º gennaio 2010 e la prima posizione nella classifica UCI. La squalifica terminò nel 2011.[7]
La fine della stagione 2010 vide anche la fine della sponsorizzazione della Caisse d'Épargne e l'arrivo di Telefónica, compagnia di telecomunicazioni spagnola. La nuova squadra prese il nome dalla Movistar, la divisione della telefonia mobile dell'azienda. La rosa di Unzué perse Alejandro Valverde e Rui Costa, squalificati per doping, e Luis León Sánchez, passato alla Rabobank. L'assenza di un vero capitano pose in testa al team, come corridori più rappresentativi, gli spagnoli David Arroyo, Rubén Plaza e Xavier Tondó per i grandi Giri, José Joaquín Rojas e Francisco Ventoso per le volate.
Nel 2014 cessa la partnership tecnica con il produttore di telai Pinarello, di durata ventennale, e comincia quella con il marchio tedesco Canyon. Nello stesso anno la Movistar fa suo il Giro d'Italia con il colombiano Nairo Quintana e la Freccia Vallone con Alejandro Valverde, vincitore quell'anno anche della classifica individuale World Tour. Nel 2015 la squadra conquista quindi la Freccia Vallone e la Liegi-Bastogne-Liegi con lo stesso Valverde (ancora numero 1 mondiale a fine anno), e coglie il secondo posto finale al Tour de France con Quintana. Ancora Valverde si ripete trionfando nell'edizione 2016 della Freccia Vallone; nella stessa stagione si mette in evidenza ancora Quintana, terzo classificato al Tour de France e a seguire vincitore della Vuelta a España.