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Filippo Pozzato | |||||||||||||||||||||||||||||||
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Nazionalità | ![]() | ||||||||||||||||||||||||||||||
Altezza | 183[1] cm | ||||||||||||||||||||||||||||||
Peso | 73[1] kg | ||||||||||||||||||||||||||||||
Ciclismo ![]() | |||||||||||||||||||||||||||||||
Specialità | Strada, pista | ||||||||||||||||||||||||||||||
Termine carriera | 2018 | ||||||||||||||||||||||||||||||
Carriera | |||||||||||||||||||||||||||||||
Squadre di club | |||||||||||||||||||||||||||||||
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Nazionale | |||||||||||||||||||||||||||||||
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Palmarès | |||||||||||||||||||||||||||||||
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Statistiche aggiornate al gennaio 2019 | |||||||||||||||||||||||||||||||
Filippo Pozzato (Sandrigo, 10 settembre 1981) è un ex ciclista su strada e pistard italiano. Passista veloce[2], professionista dal 2000 al 2018, vinse la Milano-Sanremo 2006, due tappe al Tour de France e una al Giro d'Italia.
Nato a Sandrigo, in provincia di Vicenza, da papà Carlo e mamma Franca, ha una sorella maggiore, Pamela.[3] Ha conseguito un diploma di scuola professionale, quello di programmatore di macchine utensili.[3] Risiede a Montecarlo.[4]
In seguito al ritiro ha fondato la società PP Sport Events che si occupa di organizzare gare ciclistiche tra cui il Mondiale Gravel 2022, il Giro del Veneto, la Serenissima Gravel, e la Veneto Classic.
All'età di quattro anni iniziò a giocare a hockey su pista nelle giovanili della squadra del suo paese, Sandrigo, rimanendovi per otto stagioni;[3] nel ciclismo cominciò a gareggiare invece a dodici anni di età.[3] Considerato già da adolescente una promessa delle due ruote[5] – aveva vinto 17 corse tra gli allievi, incluso il campionato italiano su strada[3] – si mise particolarmente in luce tra gli juniores, aggiudicandosi 20 gare oltre a quattro medaglie iridate, nella fattispecie un argento e un bronzo ai mondiali su strada 1998 di Valkenburg, nonché un argento e un bronzo rispettivamente ai mondiali su pista 1998 dell'Avana e a quelli di Atene dell'anno dopo.[3]
Nel 2000, a differenza di molti suoi coetanei, passò dagli juniores direttamente al professionismo, dopo aver saltato la categoria dilettantistica:[5] entrò così nel gruppo giovani della Mapei-Quick Step, diretto da Roberto Damiani e già vivaio di talenti come Fabian Cancellara, Bernhard Eisel, Patrik Sinkewitz, Evgenij Petrov e Michael Rogers,[6] potendo così confrontarsi con atleti più anziani e guadagnare subito esperienza benché solo diciottenne.[5] Nel 2002 il gruppo giovani Mapei divenne una squadra a sé stante, di categoria GS3 e con 13 corridori in rosa sotto la direzione di Luca Guercilena; Pozzato cominciò a gareggiare con continuità tra i professionisti conseguendo ben 14 vittorie, comprese due tappe al Tour de l'Avenir e la classifica generale della Vuelta a Cuba.[3][6] Fu anche secondo ai campionati italiani a cronometro[7] e ottenne la convocazione in Nazionale, la prima con gli élite (allora il più giovane italiano di sempre a riuscirci),[3] per la prova contro il tempo dei mondiali di Zolder, competizione che concluse al quattordicesimo posto a un minuto e mezzo dal vincitore Santiago Botero.[8]
Per la stagione seguente, dopo lo scioglimento della Mapei, si accasò alla Fassa Bortolo di Giancarlo Ferretti insieme al già compagno di squadra Cancellara e al direttore sportivo Damiani.[3][9] Proprio in quel 2003 ottenne due importanti vittorie, al Trofeo Laigueglia e nella classifica generale della Tirreno-Adriatico; prese quindi il via in numerose classiche di primavera, Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Gand-Wevelgem, Liegi-Bastogne-Liegi e Amstel Gold Race.[2] In giugno si piazzò secondo, dietro a Paolo Bettini, nella prova in linea dei campionati italiani, e una settimana dopo si aggiudicò il Trofeo Matteotti a Pescara.[2] Nel 2004 vinse di nuovo il Trofeo Laigueglia, e si impose inoltre nella tappa di Saint-Brieuc al Tour de France (primo grande Giro cui prese parte in carriera). In quella stessa estate venne convocato per far parte della squadra italiana ai Giochi olimpici di Atene: nella prova in linea chiuse 67º, dopo aver contribuito alla vittoria del capitano Paolo Bettini, mentre a causa di una banale influenza perse l'occasione di partecipare alla cronometro olimpica.[10]
A partire dalla stagione 2005 Pozzato si trasferì alla Quick Step-Innergetic, l'allora squadra del campione olimpico Bettini, firmando un contratto di due anni per circa 700 000 euro a stagione.[11] Corse il Giro d'Italia per la prima volta, poi al campionato italiano su strada, nel mese di giugno, venne beffato allo sprint dal giovane neoprofessionista Enrico Gasparotto; nella seconda metà della stagione vinse tuttavia in successione la HEW Cyclassics di Amburgo, importante prova del circuito ProTour, il Giro del Lazio e una tappa al Giro di Germania. Il 18 marzo 2006 fece sua la "Classicissima", la Milano-Sanremo, grazie ad uno scatto nel finale ed alla tattica di squadra (Paolo Bettini ed il campione del mondo Tom Boonen si sacrificarono a coprire la fuga del proprio compagno).[12] Nel prosieguo di stagione arrivarono per il vicentino numerosi piazzamenti, quarto alla Gand-Wevelgem, terzo alla Vattenfall Cyclassics, sesto al Grand Prix de Ouest-France, decimo al campionato di Zurigo e alla Parigi-Tours, e un'unica ulteriore vittoria, in una tappa del Tour of Britain.
Per l'annata 2007 si trasferì alla Liquigas di Roberto Amadio. Nel mese di febbraio, dopo il terzo posto al Trofeo Laigueglia, si aggiudicò in Francia il Tour du Haut-Var; sei giorni dopo colse un'importante affermazione in Belgio sul pavé del "Piccolo Fiandre", l'Omloop Het Volk, battendo Juan Antonio Flecha e l'ex compagno di squadra Tom Boonen.[13] Al Tour de France si piazzò terzo nella seconda frazione, battuto da Gert Steegmans e Boonen, salvo poi rifarsi vincendo in volata, su Óscar Freire e Daniele Bennati, la quinta tappa ad Autun ed entrare al contempo nei primi tre della classifica generale (vi rimase per due giorni). Tra agosto vinse anche il Trofeo Matteotti, una tappa al Tour de Pologne e il Gran Premio Industria e Commercio di Prato.
Nel 2008, alla prima gara dell'anno, fu subito protagonista: il 15 febbraio si aggiudicò infatti in volata la prima tappa del Giro della Provincia di Grosseto, e due giorni dopo fece sua anche la classifica generale finale della corsa toscana. Il 22 marzo si classificò quindi secondo alla Milano-Sanremo, alle spalle del solo Fabian Cancellara, mentre il 6 aprile fu sesto al Giro delle Fiandre. Vestì poi per un giorno, in agosto, la maglia oro di leader della Vuelta a España, in seguito alla vittoria della sua Liquigas nella cronosquadre di apertura della corsa, a Granada;[14] in quella Vuelta sarà anche secondo nella sedicesima tappa.
Nel 2009 lasciò la squadra di Amadio per passare al neonato team russo Katusha assieme al massaggiatore personale Del Gallo. Con la nuova squadra vinse l'E3 Prijs Vlaanderen, chiuse quinto al Giro delle Fiandre e, una settimana dopo, secondo alla Parigi-Roubaix superato dal belga Tom Boonen. Il 28 giugno, battendo Damiano Cunego in una volata di gruppo presso l'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, aggiudicandosi la Coppa Placci[15], si laureò per la prima volta campione d'Italia in linea, potendo così indossare per un anno la maglia tricolore.[16] È poi ancora protagonista nella gara di un giorno, arrivò infatti primo sia al Giro del Veneto che al Memorial Cimurri.
Nel 2010, dopo il settimo posto alla Parigi-Roubaix, partecipò al Giro d'Italia; si classificò secondo, preceduto dal solo Matthew Goss, nella nona tappa con arrivo a Cava de' Tirreni, ma si riscattò pochi giorni dopo vincendo in volata ristretta la dodicesima frazione a Porto Recanati.[4] Successivamente prese il via alla Vuelta a España, in cui si piazzò terzo nella diciannovesima tappa, battuto da Philippe Gilbert e da Tyler Farrar. Il 3 ottobre fu quindi quarto nella prova in linea dei campionati del mondo di Melbourne, preceduto in volata dal norvegese Thor Hushovd, dal danese Matti Breschel e dall'australiano Allan Davis.[17]
L'anno 2011 è particolarmente sfortunato per Pozzato. Ad inizio stagione mette a referto un unico risultato degno di nota, il quinto posto alla Milano-Sanremo. La sua stagione è successivamente segnata dalla frattura della clavicola e dal rapporto deterioratosi con Tchmil, team manager del Team Katusha. Sul finire della stagione, il 9 ottobre, Pozzato tuttavia si riscatta parzialmente giungendo primo, in solitaria, sul traguardo del Gran Premio Bruno Beghelli.[18]
Nel 2012 Pozzato torna in Italia: lascia infatti la Katusha e si accasa alla Farnese Vini-Selle Italia, squadra Professional Continental con licenza britannica ma con sede operativa in Toscana.[19] Prima della partenza della quinta tappa del Tour of Qatar cade e si frattura la clavicola.[20] Rientrato alle corse, tra marzo e aprile si classifica sesto alla Milano-Sanremo, nono alla Gand-Wevelgem, secondo al Giro delle Fiandre (preceduto in uno sprint a tre da Tom Boonen), e si aggiudica il Gran Premio Industria e Artigianato a Larciano. Dopo un Giro d'Italia che lo vede costretto al ritiro per una frattura allo scafoide della mano destra,[21] torna alle corse in giugno, venendo anche convocato dal C.T. Bettini per un raduno di tre giorni a Levico Terme per preparare i Giochi olimpici e i campionati del mondo. Il 28 giugno viene però deferito dalla procura antidoping del CONI per le frequentazioni con il medico Michele Ferrari, inibito a vita, nel periodo 2005-2010;[22][23] escluso dai Giochi olimpici, in settembre viene anche squalificato tre mesi e condannato al pagamento di 10.000 euro di ammenda dal Tribunale Nazionale Antidoping, dovendo così saltare anche i mondiali.[24]
Nel 2013 si trasferisce alla Lampre-Merida, con cui rientra alle corse in gennaio al Tour de San Luis; nei primi mesi dell'anno vince quindi il Trofeo Laigueglia e si classifica secondo alla Roma Maxima (nell'occasione alza le braccia sul traguardo pensando di aver vinto, ma era stato anticipato da Blel Kadri giunto in solitaria).[25] Dopo aver corso il Giro d'Italia ritirandosi, tra agosto e settembre vince la Coppa Agostoni e il Grand Prix de Ouest-France a Plouay (gara valida per il World Tour), e si piazza terzo al Gran Premio Costa degli Etruschi. Convocato in Nazionale per i campionati del mondo di Firenze, conclude la prova al diciassettesimo posto.