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Vincenzo La Russa | |
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Deputato della Repubblica Italiana | |
Durata mandato | 1983 – 1987 |
Legislatura | IX |
Gruppo parlamentare | DC |
Circoscrizione | Milano - Pavia |
Collegio | Milano |
Sito istituzionale | |
Senatore della Repubblica Italiana | |
Legislatura | VIII, XII |
Circoscrizione | Lombardia, Sicilia |
Collegio | Rho-Milano (Lombardia), Paternò-Caltagirone (Sicilia) |
Sito istituzionale | |
Dati generali | |
Partito politico | DC (fino al 1994) CCD (1994-2002) |
Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
Professione | Avvocato |
Vincenzo La Russa (Paternò, 10 luglio 1938 – Milano, 21 novembre 2021) è stato un politico e avvocato italiano.
Nato nel 1938 a Paternò (CT), era primogenito di quattro figli di Antonino La Russa e Maria Concetta Oliveri.[1][2][3] Era altresì fratello maggiore di Ignazio e Romano, tutti attivi in politica.[4] Conseguita la maturità al liceo classico di Paternò nel 1957, poco dopo si trasferisce a Milano al seguito della famiglia.[2] Nel capoluogo lombardo frequenta l'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove consegue la laurea in giurisprudenza con una tesi di diritto costituzionale.[2][5] Ha intrapreso la carriera di avvocato civilista e amministrativista; era iscritto all'albo dei giornalisti (in qualità di pubblicista) e a quello dei revisori contabili.[3]
Coniugato e padre di due figli, è deceduto a Milano nel 2021 all'età di 83 anni.[2][6]
La Russa, diversamente dal padre e dai fratelli, militanti nel Movimento Sociale Italiano, aderisce alla Democrazia Cristiana, di cui è stato consigliere provinciale di Milano dal 1975 al 1980.[2][5] Per la sua militanza nel partito dello scudo crociato, è stato sempre considerato la "pecora bianca" della famiglia.[2]
Nel 1981 viene proclamato senatore nel collegio di Rho (Milano) nella VIII Legislatura, in sostituzione del dimissionario Ferdinando Truzzi.[5] Nel 1983, viene eletto deputato nella IX legislatura nel collegio di Milano-Pavia, sempre per la DC.[2][5]
Dal 1988 al 1993 è consigliere comunale di Milano.[5] A seguito dello scioglimento della Democrazia Cristiana, nel 1994 aderisce al Centro Cristiano Democratico, con cui viene rieletto quell'anno in Senato nel collegio di Caltagirone-Paternò, e ricopre il ruolo di vice capogruppo CCD al Senato.[2][5] Sempre nel 1994, il Senato lo designa membro dell'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa di Strasburgo (di cui diventa vicepresidente) e dell'assemblea parlamentare dell'UEO (Unione Europea Occidentale) di Parigi.[2][5] Resta a Palazzo Madama fino al 1996.[2][5]
In una puntata di Report dell'ottobre 2023 Michele Riccio, ex colonnello della DIA, ha raccontato di aver consegnato un rapporto al generale Mario Mori contenente le confidenze che gli aveva fatto il boss infiltrato Luigi Ilardo: Nino La Russa e suo figlio Ignazio venivano menzionati nell'elenco dei politici a cui Cosa nostra avrebbe promesso di dare appoggio alle elezioni politiche in Italia del 1994. A candidarsi nel collegio orientale comprendente Paternò fu però l'altro figlio Vincenzo con il Centro Cristiano Democratico risultando eletto mentre Ignazio diventava deputato vincendo un collegio lombardo. I La Russa non verranno però mai indagati sulla base delle dichiarazioni di Ilardo che verrà ucciso nel 1996. Ignazio La Russa ha minacciato di querelare il programma televisivo.[7]
La Russa, tra gli anni ottanta e duemila, ha ricoperto gli incarichi di presidente del collegio sindacale di Innovazione Italia S.p.a., di vicepresidente della SAI Agricola S.p.A., di consigliere di MM, e di presidente dell'Istituto Italo-Cinese.[8]
Controllo di autorità | VIAF (EN) 59206999 · ISNI (EN) 0000 0000 2342 2303 · SBN SBLV157363 · LCCN (EN) n81130289 · BNF (FR) cb12678980t (data) |
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