Nell'articolo di oggi approfondiremo l'affascinante mondo di Pinocitosi. Dalle sue origini alla sua influenza sulla società odierna, esploreremo le diverse sfaccettature e aspetti che rendono Pinocitosi un argomento di interesse per un ampio spettro di pubblico. Analizzeremo il suo impatto in diversi ambiti, la sua evoluzione nel tempo e le possibili implicazioni che ha per il futuro. Unisciti a noi in questo viaggio alla scoperta e alla conoscenza di Pinocitosi, dove cercheremo di far luce sui suoi aspetti più rilevanti e di approfondire il suo significato nel mondo contemporaneo.
Con pinocitosi (cellula che beve) si definisce l'assunzione di piccole quantità liquide di matrice extracellulare (ECM) e delle sostanze disciolte al suo interno, tramite la formazione di vescicole dal diametro medio massimo di circa 150 nm. Si distinguono due tipi di pinocitosi: la transcitosi e la diacitosi. La transcitosi serve per trasportare da una sede all'altra del plasmalemma (ad esempio da un polo funzionale a un altro) particolari corredi di proteine di membrana, ciò è necessario perché queste "zattere" proteiche rimangono vincolate in una determinata sede del plasmalemma da particolari interazioni col metaplasma (ad esempio i contatti focali), col citoscheletro (ad esempio per la formazione della rete microtrabecolare) o semplicemente per la presenza di giunzioni intercellulari che impediscono il libero transito alle proteine di membrana (come ad esempio le giunzioni occludenti). La diacitosi consiste nella liberazione nel plasmalemma del contenuto delle vescicole. Questo è un meccanismo adottato in particolare dalle cellule a contatto con il flusso sanguigno.
Nel caso di assunzione di sostanze solide si parla di fagocitosi; l'iperonimo di entrambi i termini è endocitosi.
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