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Paolo Torrisi nello sceneggiato Tre camerati (1973)
Paolo Torrisi con Giulia Lazzarini in uno spot di Carosello (1962)
Torresan salì per la prima volta agli onori delle cronache a otto anni, quando fu invitato insieme alla sua classe al varo della Leonardo da Vinci dopo aver scritto una lettera al "padrone" della nave esprimendo il desiderio di poterla vedere da vicino.[2] Iniziò a lavorare come attore a dieci anni, interpretando un ruolo minore in un adattamento televisivo dell'operetta Il paese dei campanelli, diretto da Vito Molinari e trasmesso sul Programma Nazionale.[3] Alcuni mesi dopo si esibì come "bimbo prodigio" nell'ambito dell'Expo 1961.[4] Nel corso di tutto il decennio ottenne una certa popolarità, recitando in una gran quantità di film televisivi, sceneggiati e radiodrammi in ruoli che spaziavano dal generico al protagonista. Nel 1962 apparve anche in un episodio di Chi sarà?, serie di spot sulle sottiletteKraft trasmessa dal programma televisivo Carosello,[5] mentre nel 1964 partecipò alla rivista musicale C'era una volta la fiaba, scritta da Vittorio Metz e diretta da Beppe Recchia, interpretando Pinocchio ragazzo.[6] In questo periodo incise anche un EP su 45 giri con la Meazzi Edizioni Discografiche (sotto l'etichetta Baby Record) intitolato Occhio al traffico Maurizio, in cui recita "La strada" e "Quando vado in bicicletta", due pezzi sull'educazione stradale scritti da Hilde Toselli.[7]
Torresan recitò anche in tre spettacoli teatrali. Nel 1962 partecipò alla prima europea di Una ghirlanda a Sant'Erasmo di Thornton Wilder e diretta da Maner Lualdi. Due anni dopo, sotto la direzione di Mario Ferrero, interpretò Molosso nell'Andromaca, messa in scena al Teatro greco di Siracusa, venendo elogiato dalla critica.[8] Ulteriori elogi ricevette al suo terzo e ultimo spettacolo, un adattamento de La passeggiata della domenica di Georges Michel ad opera di Dario Fo, messo in scena nel 1967 dalla compagnia stabile di Palazzo Durini.[9][10][11]
A 19 anni, dopo essersi diplomato al liceo Padre Gemelli di Milano,[12] esordì come doppiatore dando voce al personaggio di Pierre nel primo doppiaggio italiano del film animeIl gatto con gli stivali (1969). Dopo essere apparso per l'ultima volta su schermo nella miniserie del 1973 Tre camerati, tratta dal romanzo di Erich Maria Remarque e diretta da Lyda C. Ripandelli, Torresan si dedicò esclusivamente al doppiaggio. Nel 1975 entrò a far parte del cast della neonata Coop. ADC, dove ricoprì da subito ruoli rilevanti: diede infatti voce al protagonista della serie animata Grisù il draghetto e doppiò Johnny Whitaker in Tre nipoti e un maggiordomo. Nei decenni successivi lavorò, anche come direttore del doppiaggio, pressoché in tutte le società di doppiaggio milanesi, utilizzando lo pseudonimo di Paolo Torrisi. Raggiunse la fama come voce italiana di Son Goku da adulto nelle serie TV anime Dragon Ball, Dragon Ball Z e Dragon Ball GT e nei ridoppiaggi dei relativi film, occupandosi anche di dirigere il doppiaggio di tali opere presso la Merak Film. Doppiò anche molti altri personaggi, soprattutto in serie anime, tra cui Arin in Danguard, Andrea in Kiss Me Licia e Mowgli ne Il libro della giungla.
Morì all'ospedale San Raffaele il 7 dicembre 2005 all'età di 55 anni a causa di una malattia al fegato. La notizia della sua scomparsa fu resa pubblica solo a funerali avvenuti.[13][14]