In questo articolo approfondiremo l'affascinante mondo di Malachite. Nel corso della storia, Malachite ha svolto un ruolo significativo in vari ambiti, dalla scienza alla cultura popolare. Il suo impatto è stato così profondo che continua a suscitare interesse e dibattito ancora oggi. Ne esploreremo l'origine, l'evoluzione e la rilevanza nella società contemporanea, con l'obiettivo di farne luce sull'importanza e sul significato. Attraverso un'analisi dettagliata e rigorosa, speriamo di fornire una visione completa e arricchente di Malachite, consentendo ai nostri lettori di espandere la loro conoscenza e comprensione di questo affascinante argomento.
Malachite | |
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Classificazione Strunz | 5.BA.10 |
Formula chimica | Cu2(CO3)(OH)2 |
Proprietà cristallografiche | |
Gruppo cristallino | Trimetrico |
Sistema cristallino | monoclino |
Parametri di cella | a = 9.502 b = 11.974 c = 3.240 β = 98.75° |
Gruppo puntuale | 2/m |
Gruppo spaziale | P 21/a |
Proprietà fisiche | |
Densità | 3.6-4.0[1][2] g/cm³ |
Durezza (Mohs) | 3½-4[1][2] |
Sfaldatura | da perfetta a buona secondo la direzione[1][2] |
Frattura | irregolare[1][2], sub-coincodale[2], fibrosa[2] |
Colore | varie tonalità di verde[1][2] |
Lucentezza | Vitrea[1][2], sericea[1][2], adamantina[2], terrosa[2], non lucente[2] |
Opacità | trasparente[1][2], translucida[1][2], opaca[1] |
Striscio | verde chiaro[1][2] |
Diffusione | abbastanza raro[3] |
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale |
La malachite (dal greco Μολοχίτης, verde malva) è un minerale di rame appartenente alla classe dei carbonati (per la precisione è un idrossido carbonato rameico), e risulta effervescente al contatto con l'acido cloridrico.
È quasi sempre microcristallina (strato d'alterazione dei minerali di rame), ma si trova anche sotto forma di strati fibrosi, in ammassi reniformi o efflorescenti. In alcune cavità può essere raramente rinvenuta malachite in piccoli cristalli aghiformi.
Si origina per alterazione di minerali con presenza di rame.
I giacimenti sono tutti quelli secondari di rame. I maggiori giacimenti di malachite si trovano in Africa, nella Repubblica Democratica del Congo e nello Zambia, in Russia, Australia e Stati Uniti. I giacimenti più noti dal punto di vista collezionistico sono: Nižnij Tagil (Urali, Russia), Tsumeb (Namibia), Arizona (USA), Chessy (Francia).[4]
In Italia il giacimento più famoso si trova sull'isola d'Elba. È presente anche a Usseglio e Lemie, nelle Prealpi lombarde e nelle miniere della Sardegna come in quelle di Fluminimaggiore e di Domusnovas.[4]
Per il suo bel colore che va dal verde chiaro al verde scuro, ed il caratteristico accrescimento che la fa caratterizzare con zonature date da sfumature di tonalità, la malachite viene utilizzata in gioielleria soprattutto come cabochon e in oggettistica semipreziosa. Tuttavia essendo un minerale con scarsa durezza, i manufatti in malachite possono rigarsi e rovinarsi facilmente, se usati e toccati senza attenzione.
Pregiati lavori di intaglio vengono dalla Cina e dalla Russia.
Sono famose le bellissime colonne in malachite della Cattedrale di Sant'Isacco a San Pietroburgo, pietra ampiamente utilizzata anche nel rivestimento delle sale della residenza estiva degli zar, il Palazzo d'Inverno, a San Pietroburgo. Le strisce sulla base del trofeo della Coppa del Mondo FIFA, come della Supercoppa italiana, sono di questa pietra.
Malgrado alcune dicerie diffuse sul web è la polvere prodotta durante la lavorazione ad essere tossica, del resto gli stessi siti (in genere parlano dei "poteri" delle pietre) segnalano di portarla a contatto della pelle solo se la pietra è stata lucidata.
I Greci e i Romani ne facevano amuleti ritenendo che proteggesse dagli infortuni. In miniera era chiamata "verdura delle rocce" per il suo colore che la mette in risalto sulla ganga rocciosa circostante.
Veniva anche usato come pigmento pittorico, il pigmento era conosciuto con i nomi: verde azzurro di Spagna, verde azzurro, verde tedesco, verde minerale, verde azzurro di Magna Grecia e verde d'Alemagna.
Controllo di autorità | Thesaurus BNCF 31301 · LCCN (EN) sh85080013 · GND (DE) 4647991-0 · BNF (FR) cb169890727 (data) · J9U (EN, HE) 987007545959005171 |
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