Nel mondo di oggi, Hannes Obermair ha acquisito una rilevanza senza precedenti. Fin dalla sua comparsa, Hannes Obermair ha avuto un impatto significativo su vari settori, come la tecnologia, la medicina, la cultura e la società in generale. La sua influenza si estende a livello globale, trasformando il modo in cui interagiamo, comunichiamo e viviamo le nostre vite. In questo articolo esploreremo l'impatto di Hannes Obermair e il modo in cui ha plasmato il mondo in cui viviamo, nonché le implicazioni future della sua presenza nella nostra realtà quotidiana.
Da destra: Obermair e la collega Michela Ponzani a Bolzano nel 2024.
Obermair è stato membro di una commissione storica congiunta, che nel 2014 ha realizzato, all'interno del contestato Monumento alla Vittoria, il percorso espositivo permanente BZ ’18–’45: un monumento, una città, due dittature, che si è aggiudicato nel 2016 una special commendation nel contesto dell'EMYA - European Museum of the Year Award[18][19]. Il progetto fece parte di una risignificazione più complessiva delle sedimentazioni del periodo totalitario nazifascista presenti in città e solo tardivamente affrontati in termini di contestualizzazione storica e risemantizzazione simbolica[20]. Sempre a questo proposito, nel 2015 Obermair ha curato, per conto del Comune di Bolzano, la posa di pietre d'inciampo per ricordare le vittime ebraiche dell'Olocausto in città[21]. Inoltre nel 2017 ha contribuito, in modo determinante, alla storicizzazione del monumentale fregio fascista sulla facciata dell'ex Casa del fascio di Bolzano[22][23][24].
Nel contesto della mostra Miti delle dittature - arte nel fascismo e nazionalsocialismo, da lui curata assieme a Carl Kraus presso il Museo di Castel Tirolo nel 2019[25], ha messo in luce il profondo intreccio e coinvolgimento politico e culturale di molti artisti sudtirolesi con entrambe le dittature, quella fascista e quella nazionalsocialista[26][27].
Il podcast prodotto assieme a Ariane Karbe di Berlino nel contesto della mostra «Il mantello etiope»[28] sulla questione coloniale e della restituzione di beni museali appropriati nel contesto della guerra d'Etiopia (allestita da entrambi nel 2021 presso il Museo Villa Freischütz di Merano e dedicata alla memoria di Angelo Del Boca), si è aggiudicato il DigAMus-Award 2021, il più importante premio museografico digitale dell'area tedescofona[29][30].
Dal 2010 Obermair è membro direttivo dell'ANPI di Bolzano[31], di cui ricopre dal 2021 la funzione di vicepresidente regionale[32].
Riconoscimenti e onorificenze
La premiazione «Personalità politica dell'anno» avvenuta nel 2018
Nel maggio del 2018, Politika - Società di Scienza Politica dell'Alto Adige gli ha conferito il pubblico riconoscimento di «PPA – Personalità politica dell'anno», per il 2017, premiando il suo contributo fondamentale per il «processo di storicizzazione e contestualizzazione dei monumenti costruiti dal regime fascista in atto da vari anni in Alto Adige, in particolar modo nella città di Bolzano»[23][33][34]; secondo la giuria di Politika «lo storico sudtirolese Hannes Obermair è fra i protagonisti più rilevanti del processo con cui si intende cambiare la percezione dei monumenti fascisti in Alto Adige»[35]. Gli è stato inoltre attestato l'impegno costante volto contro «l'uso a volte strumentale della storia parte della propria identità e del proprio ordinamento» in provincia di Bolzano[36], nonché un collocamento «antinazionalista» di fondo[37]; d'altra parte, per questo suo atteggiamento ritenuto antipatriottico è stato duramente attaccato dagli Schützen sudtirolesi[38].
(DE) Blicke von aussen – Blicke von innen. Pater Ambros Trafojer (1891–1974) fotografiert im und ums Kloster Muri-Gries in Bozen, Murensia, 12, Zurigo, Chronos Verlag, 2024, ISBN978-3-0340-1763-3.[41]
(DE) con Josef Prackwieser, John S. Stephens, Danger Zones. Eine Untersuchung zu nationalen Minderheiten in Europa, Bolzano, ab – Edizioni Alphabeta Verlag, 2024, ISBN978-88-7223-428-0.
con Maurizio Ferrandi, Camicie nere in Alto Adige (1921-1928), Merano, Edizioni Alphabeta Verlag, 2023, ISBN978-88-7223-419-8.[42]
(EN, DE, IT) con Harald Pechlaner, Eurac Research – Inventing Science in a Region, Bolzano, Eurac Research – Athesia-Tappeiner, 2022, ISBN978-88-6839-628-2.[43]
(DE) con Rainer Wenrich, Josef Kirmeier, Henrike Bäuerlein, Zeitgeschichte im Museum. Das 20. und 21. Jahrhundert ausstellen und vermitteln, Kommunikation, Interaktion und Partizipation, vol. 4, Monaco di Baviera, Bayerische Museumsakademie – kopaed, 2021, ISBN978-3-96848-020-6.[44]
(DE, IT) con Leander Moroder, Patrick Rina, Lektüren und Relektüren – Leggere, riflettere e rileggere – Nrescides letereres y letures critiches. Studia Prof. Ulrike Kindl septuagenariae die XVI mensis Oct. anni MMXXI dicata, San Martino in Badia, Istituto Ladino "Micurà de Rü", 2021, ISBN978-88-8171-141-3.[45]
(DE, IT) "Grossdeutschland ruft!" Südtiroler NS-Optionspropaganda und völkische Sozialisation – "La Grande Germania chiamaǃ" La propaganda nazionalsocialista sulle Opzioni in Alto Adige e la socializzazione 'völkisch', Castel Tirolo, Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano, 2020, ISBN978-88-95523-35-4. - 2ª ediz. ampliata, 2021, ISBN 978-88-95523-36-1.
(DE, IT) con Ulrike Kindl, Die Zeit dazwischen. Südtirol 1918-1922: Vom Ende des Weltkrieges bis zum faschistischen Regime – Il tempo sospeso. L'Alto Adige nel periodo tra la fine della Grande Guerra e l'ascesa del fascismo (1918-1922), Merano, Edizioni Alphabeta Verlag, 2020, ISBN978-88-7223-365-8.
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(DE, IT) Bozen Süd – Bolzano Nord. Schriftlichkeit und urkundliche Überlieferung der Stadt Bozen bis 1500 – Scritturalità e documentazione archivistica della Città di Bolzano fino al 1500, vol. 2, Regesten der kommunalen Bestände 1401–1500, Bolzano, Comune di Bolzano, 2008, ISBN978-88-901870-1-8.[51]
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(DE, IT) con Andrea Bonoldi, Tra Roma e Bolzano. Nazione e provincia nel ventennio fascista – Zwischen Rom und Bozen. Staat und Provinz im italienischen Faschismus, Bolzano, Città di Bolzano, 2006, ISBN88-901870-9-3.[53]
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^Cfr. al riguardo le recensioni di Lorenz Böninger in «Archivio storico italiano», 171, 2013, n. 637, pp. 595–596, e di Sami Ghosh in «The Medieval Review» (Indiana University), 12 maggio 2021 (online).
^Cfr. al riguardo la recensione di Elke Goez in «Deutsches Archiv für Erforschung des Mittelalters», 69, 2013, pp. 673–674.
^Cfr. al riguardo la recensione di Alan V. Murray in «Bulletin of International Medieval Research», 12, 2006, pp. 61–62.
^Cfr. al riguardo la recensione di Christoph Dartmann in «Historische Zeitschrift», 290, 2010, n. 2, pp. 467–468.
^Cfr. al riguardo la recensione di Rainer Murauer in «Mitteilungen des Instituts für Österreichische Geschichtsforschung», 119, 2011, pp. 262–263 (online).
^Cfr. al riguardo la recensione di Clemens Zimmermann in «Arbeitskreis für Agrargeschichte: AKA-Newsletter», 25, marzo 2009, pp. 46–48 (online).
^Cfr. al riguardo la recensione di Pierre Monnet in «Revue de l'Institut français d'histoire en Allemagne», 1, 2001 (online), DOI: 10.4000/ifha.1234.
^Cfr. al riguardo la recensione di Andreas Meyer in «Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken», 75, 1995, p. 788.
Bibliografia
Andrea Carlà, Personalità politica dell'anno: Hannes Obermair e il processo di storicizzazione dei monumenti fascisti, in «Politika 2018. L'annuario altoatesina di politica», Edition Raetia, Bolzano, 2018, ISBN 978-88-7283-632-3, pp. 354-371.
(DE) Hannes Hintermeier, Mumien und noch viel mehr. Eurac Research ist das Flaggschiff der Südtiroler Wissenschaftslandschaft, in «Frankfurter Allgemeine Zeitung», edizione del 30 novembre 2022, n. 279, p. N4.