Il problema Goffredo Bellonci è uno dei problemi più rilevanti oggi. Il suo impatto copre diversi aspetti della società, dall’economia alla politica, compresa la cultura e la tecnologia. In questo articolo analizzeremo in modo approfondito Goffredo Bellonci, esplorando le sue origini, la sua evoluzione nel tempo e la sua influenza in diversi ambiti. Inoltre, daremo uno sguardo più da vicino ai dibattiti e alle controversie che circondano Goffredo Bellonci, nonché alle possibili implicazioni future di questo fenomeno. Con questa analisi dettagliata, speriamo di fornire una prospettiva completa e ricca su Goffredo Bellonci, consentendo al lettore di comprendere meglio la sua rilevanza nel mondo di oggi.
Allievo di Giosuè Carducci, si laureò in lettere all'università di Bologna.[1] Trasferito a Roma nel 1907, fu redattore del «Giornale d'Italia» e collaborò ad altri quotidiani nazionali, come il «Resto del Carlino» e «Il Messaggero» e fu inviato corrispondente dall'estero. Si occupò anche di arte e in particolare di letteratura e di teatro, e fu presidente dell'Istituto internazionale per la storia del teatro e del Centro nazionale di ricerche teatrali. Fu anche consigliere dell'UNESCO. Aderì al Partito Liberale Democratico. Antonio Gramsci, che non lo stimava, lo definì «una macchietta del giornalismo letterario, un Bouvard delle idee e della politica».[2] Sposò la scrittrice Maria Villavecchia, che si firmó sempre Bellonci, assieme alla quale fondò, nel 1947, il premio letterario Strega.
Scritti
Tre canti, Bologna, Zanichelli, 1902.
La guerra risolve tutti i problemi nazionali, Roma, Tipografia Editrice Nazionale, 1915.
Pagine e idee, Roma, Sapientia, 1929.
Introduzione alla letteratura di oggi, Firenze, Tipografia Enrico Ariani, 1932.
Il teatro del Novecento, in Storia del teatro italiano, a cura di Silvio D'Amico, Milano, Bompiani, 1936.
Saggio su Torquato Accetto, Introduzione a Dissimulazione onesta, Firenze, Le Monnier, 1936.
L'idea di Roma nell'opera di Carducci, Roma, Istituto di studi romani, 1937.