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Le bealere o bialere sono dei piccoli corsi d'acqua, cui termine antico fu utilizzato soprattutto in Piemonte, naturali o artificiali, in passato scavati principalmente per scopi irrigui, oppure per produrre della forza motrice, ad esempio per alimentare dei piccoli mulini, opifici o altri impianti idraulici, in questo caso nell'agglomerato urbano della città di Torino. In termini strettamente idraulici, la bealera si differenziava sia dal "rio", in quanto quest'ultimo poteva essere soltanto naturale, sia dal "canale", in quanto quest'ultimo costituito da pareti fortificate, ad es. da cemento o da pietra. In tempi più recenti tuttavia, i termini sono diventati spesso tutti sinonimi.
L'idronimo deriverebbe dall'antico celto-ligure bedale, ovvero torrente scavato[1].
Purtroppo, tutto il sistema idrico, soprattutto nel nord-ovest-Italia, soffre da alcuni recenti anni di una cronica siccità meteorologica[2] che desta varie preoccupazioni sulla portata di tutti i fiumi, torrenti, canali e relative bealere.
Nei dintorni della città di Torino, la maggior parte delle bealere deriva dalla Dora Riparia, posta a nord del centro storico urbano. Il torrente consentiva infatti, seppure con forti variazioni di portata, di avere in tutte le stagioni l'acqua sufficiente alle irrigazioni ed alle piccole centrali idroelettriche disseminate lungo il suo corso. Inoltre, a parità di distanza in linea d'aria, il salto altimetrico è decisamente maggiore rispetto al più grande fiume Po, oppure alla Stura di Lanzo, posta nella periferia più a nord. Lungo il corso d'acqua, in bassa Val di Susa, presso il paese di Sant'Antonino di Susa, già si contano 18 bealere, 8 con presa sulla sponda destra e 10 a sinistra [3]:
Dalla Stura di Lanzo, fiume a nord della città, derivano diversi canali e bealere a partire da Lanzo: da destra il canale di Druento[7] (lungo oltre 30 km) che attraversa il parco regionale de La Mandria e termina il suo corso nel torrente Ceronda, a sinistra diverse bealere che scambiano più volte l'acqua col torrente Banna-Bendola. Solo la bealera denominata Sturetta entra nel territorio torinese e sfocia nel Po. L'unico canale che si originava dal Po era il canale Michelotti[8] sulla sponda destra.
Il Canale Ceronda[9] era una diramazione artificiale del 1868 dell'omonimo torrente, affluente della Stura di Lanzo, che partiva nei pressi di Venaria Reale ed era indirizzato verso le aree nord-ovest della città. Scorreva poi nei quartieri Lucento, Borgata Ceronda di Madonna di Campagna, per poi dividersi ancora in un ramo destro, che attraversava il quartiere San Donato e sfociava direttamente verso il fiume Po, e sinistro, che terminava in Vanchiglietta fino al Canale Regio Parco e poi nella Dora Riparia. Esso alimentava varie fabbriche ed opifici di tutti questi quartieri, soprattutto nel XIX secolo.
Per approfondire la storia dei canali e delle bealere torinesi e degli opifici lungo le loro sponde: https://www.icanaliditorino.it/