Nel mondo moderno, Antonio Janigro ha assunto un ruolo di primo piano nella società odierna. Questa figura o argomento ha suscitato ampio interesse e ha generato numerosi dibattiti in diversi ambiti. Con il passare del tempo Antonio Janigro si è evoluto in modo tale da segnare un prima e un dopo nella storia. In questo articolo esploreremo a fondo l'importanza di Antonio Janigro e la sua influenza oggi. Analizzeremo il suo impatto su cultura, politica, tecnologia e altri aspetti rilevanti. Inoltre, esamineremo le implicazioni di Antonio Janigro nel mondo contemporaneo e come ha plasmato il modo in cui viviamo e pensiamo.
Antonio Janigro (Milano, 21 gennaio 1918 – Milano, 1º maggio 1989) è stato un violoncellista e direttore d'orchestra italiano, fondatore nel 1953 del gruppo da camera I Solisti di Zagabria.
Janigro cominciò lo studio del pianoforte all'età di sei anni, e del violoncello dagli otto.
A quel tempo gli fu dato un violoncello da Giovanni Berti, che gli impartì anche le sue prime lezioni. Si innamorò immediatamente dello strumento. A Milano studiò con Gilberto Crepax.
Nel 1929 ebbe l'opportunità di suonare per Pablo Casals, il quale scrisse di lui: "Un brillante strumentista con un raffinato senso dello stile che, con sufficiente determinazione, diventerà un autorevole esponente del nostro strumento."
Janigro attese fino al 1934, quando aveva sedici anni, e poi si trasferì a studiare all'École Normale di Parigi. Con Casals e Alexanian, Cortot, Thibaud, Paul Dukas, Nadia Boulanger, Stravinsky e altri. Dinu Lipatti e Ginette Neveu erano i suoi compagni di studio.[1]
Iniziò la carriera di solista immediatamente (1937), suonando in concerto con Dinu Lipatti e Paul Badura-Skoda. Viaggiava spesso in treno tra Milano e Parigi, cercando sempre uno scompartimento vuoto nel quale studiare il violoncello.[2]
Nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, Janigro si trovava in vacanza in Jugoslavia. Il Conservatorio di Zagabria gli offrì un posto di professore di violoncello e musica da camera. In quel momento storico egli fondò la scuola del violoncello in Jugoslavia e trovò anche opportunità per lo sviluppo personale. A Zagabria conobbe un altro famoso violoncellista, Rudolf Matz, e insieme fondarono un’associazione che riuniva moltissimi violoncellisti.
Come solista viaggiò molto in Sudamerica e in tutta Europa.
Divenne anche noto come direttore d'orchestra. La Radio di Zagabria gli chiese di formare un'orchestra sinfonica della quale fu il direttore principale e sotto i suoi auspici fu fondata una delle più prestigiose orchestre da camera del suo tempo, «I Solisti di Zagabria», che si esibisce ancora oggi. A Salisburgo diresse la «Camerata Academica» e tenne lezioni di perfezionamento al Mozarteum. Proseguì la sua attività di insegnante anche in Portogallo, Gran Bretagna e Canada e di direttore ospite in molti Paesi europei.
Trascorse il resto della sua vita a Milano, dove morì nel 1989.
Esistono due biografie di Antonio Janigro. La prima è stata pubblicata da Ulrich Bracher in tedesco.[3]
Una seconda biografia/memorie è stata pubblicata dal figlio di Janigro,[4] tradotta anche in italiano.[5]
Realizzò oltre 50 registrazioni, ne viene indicata qualcuna:
Tra i suoi allievi figurano:
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