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Aldo Oviglio | |
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Ministro di grazia e giustizia e affari di culto del Regno d'Italia | |
Durata mandato | 31 ottobre 1922 – 5 gennaio 1925 |
Monarca | Vittorio Emanuele III |
Capo del governo | Benito Mussolini |
Predecessore | Giulio Alessio |
Successore | Alfredo Rocco |
Senatore del Regno d'Italia | |
Durata mandato | 24 gennaio 1929 – 19 agosto 1942 |
Incarichi parlamentari | |
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Sito istituzionale | |
Dati generali | |
Partito politico | Partito Nazionale Fascista |
Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
Università | Università di Bologna |
Professione | Avvocato |
Aldo Oviglio (Rimini, 7 dicembre 1873 – Bologna, 19 agosto 1942) è stato un politico italiano.
Laureato in giurisprudenza all'università degli Studi di Bologna, esercitò la professione di avvocato e cominciò la sua carriera politica con l'Associazione Nazionalista Italiana, divenendo consigliere comunale (1905-1910) e provinciale (1910-1913) di Bologna; fu anche, per poco tempo, presidente del consiglio provinciale.
Fascista fin dalla fondazione del PNF, fu eletto deputato al termine delle elezioni politiche del 1921 e divenne Ministro di grazia e giustizia e affari di culto del governo Mussolini. Nel 1924 confermò il suo seggio alla Camera, ma a causa del delitto Matteotti ebbe dei contrasti col duce che lo portarono a dimettersi due volte dalla carica di ministro (la seconda rinuncia, avvenuta il 5 gennaio del 1925, fu definitiva).
Successivamente si riappacificò con Mussolini e il suo regime: così il 24 gennaio del 1929 venne nominato senatore del Regno e occupò lo scranno parlamentare fino alla data della sua morte. Fu massone[1], iniziato nel 1919 nella loggia "Ça ira" di Bologna e membro nel 1914 della loggia "Otto Agosto", pure di Bologna, e durante la dittatura difese le logge e i fratelli dalle violenze fasciste[2].
Controllo di autorità | CONOR.SI (SL) 178673251 |
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