Vedat Tek

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Vedat Tek prima del 1900

Mehmet Vedat Tek (محمد وداد in Turco Ottomano) (Istanbul, 1873Istanbul, 1942) è stato un architetto turco. Ultimo architetto di corte dell'impero ottomano, Vedat Tek è stato insieme a Mimar Kemaleddin una delle due figure guida del Primo movimento architettonico nazionale turco (in turco Birinci Ulusal Mimarlık Akımı).

Infanzia ed educazione

Di origine cretese musulmana, Vedat Tek nacque a Istanbul, secondo figlio del governatore della Provincia di Baghdad Giritli Sırrı Pasha e della compositrice Leyla Saz. Suo fratello maggiore fu Yusuf Razi Bel (1870–1947), il quale divenne un ingegnere.[1][2] Dopo aver finito il Liceo Galatasaray a Istanbul, fu mandato in Francia per l'università. Frequentò l'Académie Julian per studiare pittura e quindi studiò alla École Centrale Paris, laureandosi in ingegneria civile prima si specializzarsi in architettura alla École des Beaux Arts a Parigi.[3][4] Fu il primo architetto turco a ricevere un'educazione formale occidentale in architettura.[5] Dopo aver completato gli studi di architettura, volle candidarsi alla famosa e tradizionale borsa di studio del Prix de Rome. Nel 1895 riuscì a presentarsi al concorso, al quale non avrebbe potuto partecipare in quanto non francese, con il permesso speciale del Presidente Francese, e la sua opera fu premiata con l'Ordine della Légion d'honneur; quindi studiò a Roma per un anno.[6][7]

Carriera

Primi progetti

Dopo essere tornato in Turchia nel 1897, Vedat Tek contribuì con i suoi progetti alla creazione del Primo movimento architettonico nazionale turco (in turco Birinci Ulusal Mimarlık)[8][9] insieme con Mimar Kemaleddin.[3] Per qualche tempo lavorò come architetto capo presso il corpo di ingegneria del ministero della guerra. Più tardi, il Sultano Mehmed V lo nominò capo architetto di corte.[10]

Egli insegnò anche alla Sanayi-i Nefise Mekteb-i (oggi Università di Belle Arti Mimar Sinan) e alla Mühendis Mekteb-i Alisi (oggi Università tecnica di Istanbul). Vedat Tek fu uno dei primi insegnanti all'Accademia di Belle Arti.

Architetto del Ministero delle Poste e Telegrafi

Posta Centrale a Istanbul.

Vedat Tek divenne popolare come architetto a causa del progetto del Palazzo del Governo a Kastamonu (1902), il quale puo' essere considerato il primo edificio appartenente al primo movimento architettonico nazionale.[11] Egli venne nominato architetto del Ministero delle poste e telegrafi nel 1905. Il suo principale lavoro in questo ruolo fu la Posta Centrale a Istanbul, il quale fu l'opera più importante della sua carriera di architetto.

Architetto Capo dei Palazzi Ottomani

Liman Han a Sirkeci, costruito durante la sua carica di architetto capo dei palazzi Ottomani.

Vedat Tek fu nominato Architetto capo dei palazzi da Mehmed V dopo l'abdicazione del Sultano Abdul Hamid II nel 1909. Come tale, egli restaurò circa 20 palazzi. Tuttavia, egli venne dimesso da Mehmed VI.

Età repubblicana

Dopo la proclamazione della repubblica di Turchia, Vedat Tek venne chiamato ad Ankara. Lì egli costruì la seconda sede della Grande Assemblea Nazionale Turca e il Padiglione del Gazi. Mentre egli stava preparando il progetto dell'Ankara Palas, comunque, l'incarico venne dato a Mimar Kemaleddin.

Vita privata

Vedat Tek era sposato con Firdevs Hanım. Da questo matrimonio nacquero tre figlie.[12]

Vedat Tek morì nel 1942 e fu sepolto nel Cimitero dei Martiri di Edirnekapı ad Istanbul.

Stile

Il Primo movimento architettonico nazionale fu caratterizzato dalla creazione di progetti completamente nuovi con elementi tratti dall'architettura selgiuchide e ottomana. Gli edifici progettati con questo stile nel paese avevano in comune un ampio tetto sporgente, pannelli di maioliche sulla facciata, grandi finestre ad arco e ornamenti semicircolari sporgenti.[8] Vedat Tek in particolare era noto per il suo stile architettonico colorato e ornato.

Progetti ed edifici

Casa di Vedat Tek a Nişantaşı, Istanbul.
Secondo edificio del parlamento (oggi Museo della Repubblica) ad Ankara. Un esempio del Primo Movimento Architettonico Nazionale.

Note

  1. ^ (TR) Mahmut Çetin, Boğaz'daki aşiret, Edile, 1997, p. 99.
  2. ^ (TR) Nezihe Neyzi e Leyla Neyzi, Küçük hanım'dan rubu asırlık adam'a: Nezihe Neyzi'den oğlu Nezih Neyzi'ye, 1999, p. 20.
  3. ^ a b c d (TR) Ergüvenç, Yılmaz, Son Yüzyılın Türk Mimarlık Sanatına Genel Bir Bakış (II), in Kent Haber, 30 marzo 2007. URL consultato il 1º settembre 2010 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2011).
  4. ^ (EN) Christa Beck e Christiane Forsting, Istanbul: an architectural guide, 1997, p. 92, ISBN 3-89508-638-X.
  5. ^ (EN) Haluk Pamir, Architectural Education in Turkey in its Social Context, in Evin Ahmet (a cura di), Architecture Education in the Islamic World, Architectural Transformations in the Islamic World, Concept Media (per l'Aga Khan Award for Architecture), 1986, p. 135.
  6. ^ (TR) Tarık Sipahi, Mimar Vedat Tek, Hürriyet Gazetesi, 16.09.1999, su webarsiv.hurriyet.com.tr. URL consultato il 22 settembre 2011 (archiviato l'8 gennaio 2014).
  7. ^ (TR) Mimarlik Müzesi web sitesi, Mehmet Vedat Tek, su mimarlikmuzesi.org. URL consultato il 22 settembre 2011 (archiviato il 20 settembre 2011).
  8. ^ a b c d e (EN) Captivating Kastamonu, in Sunday's Zaman, 25 gennaio 2009. URL consultato il 1º settembre 2010.
  9. ^ a b c (EN) Yale, Pat, Climbing through Ankara's history: From Ulus to the Kale, 10 gennaio 2010. URL consultato il 1º settembre 2010.
  10. ^ (TR) Metin Sözen e Mete Tapan, 50 yılın Türk mimarisi, 1973, p. 101.
  11. ^ (TR) Afife Batur, Bir Meşrutiyet Aydını: Mimar Vedad Tek, Voyvoda Caddesi Toplantısı 20 Mart 2002, Osmanlı Bankası Arşive ve Araştırma Merkezi, Erişim tarihi:22.09.2011, su obarsiv.com. URL consultato il 22 settembre 2011 (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2008).
  12. ^ (TR) Türk dili: dil ve edebiyat dergisi, vol. 634-636, Türk Dil Kurumu, 2004, p. 614.
  13. ^ (TR) Altan, Mehmet, Yaz saati uygulaması faydalı mı?, in Haber 10, 26 ottobre 2008. URL consultato il 2 settembre 2010.
  14. ^ (TR) Sarayın ve Cumhuriyetin Mimarı Vedad Tek, su mimarlikmuzesi.org, Mimarlık Müzesi web sitesi. URL consultato il 14 settembre 2011 (archiviato il 3 maggio 2013).
  15. ^ (TR) Özbey, Savaş, Savaş askere gitti hiper bize emanet, in Hürriyet, 15 dicembre 2006. URL consultato il 2 settembre 2010.
  16. ^ (TR) Tayyare Şehitleri Anıtı, in Kent Haber, 11 febbraio 2008. URL consultato il 2 settembre 2010 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2010).
  17. ^ (TR) Kütahya'nın adi, seramikle anlatılan rivayete dayanıyor, su turkiyeturizm.com, TürkiyeTurizm.com, 14 giugno 2010. URL consultato il 2 settembre 2010.
  18. ^ (EN) Freely, John, The companion guide to Istanbul and around the Marmara, 2000, p. 428, 264.
  19. ^ (TR) İçki yasağı zirveye çıktı, in Turizmde Bu Sabah, 26 agosto 2008. URL consultato il 2 settembre 2010.
  20. ^ (TR) Bölgemizin Tarihçesi-Doğancılar, su baglarbasisoyak.blogcu.com, Soyak Bağlarbaşı Evleri Blog, 29 febbraio 2008. URL consultato il 2 settembre 2010.
  21. ^ (TR) Nilüfer Öndin, Cumhuriyet'in kültür politikası ve sanat, 1923-1950, 2003, p. 78.
  22. ^ (TR) Cumhuriyet Müzesi, in Kent Haber, 5 febbraio 2008. URL consultato il 2 settembre 2010.

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