Nel mondo di oggi, Passo uno è diventato un argomento di grande rilevanza e interesse per un ampio spettro di persone in diversi campi. Il suo impatto si estende a livello globale, influenzando la società, l’economia, la politica, la cultura e la tecnologia. La crescente attenzione che Passo uno riceve riflette la sua importanza nel mondo contemporaneo e le sue numerose implicazioni per il futuro. In questo articolo esploreremo diversi aspetti legati a Passo uno, analizzando la sua influenza e le varie prospettive che esistono attorno a questo argomento. Dalla sua origine alla sua evoluzione attuale, Passo uno continua a generare dibattiti e riflessioni profonde che ci invitano a ripensare il nostro ruolo nel mondo di oggi.
La tecnica passo uno, chiamata anche ripresa (o animazione) a passo uno (in inglese stop-motion o anche frame by frame) è una tecnica di ripresa cinematografica e di animazione. Con l'espressione "passo uno" si può intendere sia la tecnica impiegata sia il prodotto ottenuto con la stessa.[1]
Il termine "passo uno" si ricollega alla scelta di quadri per secondo: se i quadri, ovvero i fotogrammi, sono tutti differenti si parla di passo uno; se invece si ripetono in coppie si parla di passo due.[2]
Il passo uno sfrutta una particolare cinepresa che impressiona un fotogramma alla volta, azionata dall'operatore/animatore. Con questo processo è possibile produrre cartoni animati, riprendendo composizioni di fogli lucidi oppure servendosi di pupazzi (fissi, snodabili, di plastilina, eccetera), come nel cortometraggio Ruka di Jiří Trnka (1965). Si possono anche realizzare film in tecnica mista, nonché effetti speciali: il passo uno è stato infatti impiegato in film come Cabiria o La guerra ed il sogno di Momi.
Affinché la ripresa risulti fluida all'osservatore, sono necessarie molte pose; il numero esatto di pose, e quindi di fotogrammi, dipende dal formato di destinazione: cinema, PAL, NTSC. L'immagine cinematografica richiede 24 fotogrammi al secondo, l'immagine televisiva europea (PAL) 25, l'immagine televisiva americana (NTSC) 29,97 al secondo.[3]
Largamente utilizzato per la realizzazione degli effetti speciali nel cinema, a partire dal film Jurassic Park del 1993 è stato ormai quasi completamente sostituito dalla grafica computerizzata.
Con questa tecnica sono stati realizzati corti e lungometraggi, sia televisivi sia usciti in sala. Tra i primi le serie di cartoni animati di Francesco Misseri, come Mio Mao e Quaq Quao. Uno degli animatori italiani più celebri è Paolo Gaudio (regista di Fantasticherie di un passeggiatore solitario e di diversi cortometraggi).
Tra i più famosi dell'era moderna si ricordano Nightmare Before Christmas di Henry Selick; La sposa cadavere di Tim Burton; Pinocchio di Guillermo del Toro; i film della britannica Aardman Animations, tra cui Galline in fuga, Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro e Shaun, vita da pecora; i film dello studio americano Laika, ovvero Coraline e la porta magica, ParaNorman, Boxtrolls, Kubo e la spada magica e Mister Link, e anche i film animati di Wes Anderson Fantastic Mr.Fox e L'isola dei cani.
Tutte produzioni di grande complessità tecnica, spesso candidate all'Oscar come miglior film d'animazione, che hanno richiesto diversi anni per essere completate. Infatti, a seconda della scena, possono esserci molti elementi in movimento contemporaneamente e questo costringe l'animatore a dover muovere tutto per ogni singolo frame, impiegando molto tempo.
Con la tecnica del passo uno oltre a film animati si possono realizzare anche buoni effetti speciali attraverso l'uso di modellini. Uno dei capolavori in questo campo è King Kong (1933), in cui molte scene sono realizzate con il pupazzo del gorilla animato in stop-motion. Notevoli la scena della corsa in miniera di Indiana Jones e il tempio maledetto, l'attacco degli AT-AT ne L'Impero colpisce ancora, l'endoscheletro del T-800 in Terminator (solo quando è inquadrato per intero dalla testa ai piedi), ma anche l'uso nel film RoboCop per definire i movimenti dell'ED-209. La tecnica viene inoltre usata in serie animate come South Park, Robot Chicken e Celebrity Deathmatch.
Ray Harryhausen è forse il più noto tra i pionieri di questa tecnica utilizzata come effetto speciale cinematografico. Altro importante animatore a passo uno è stato Willis O'Brien (maestro e protettore di Ray Harryhausen) che lo applicò agli effetti speciali di film come Il mondo perduto del 1925 o il king kong del 1933.
Nel 2019 il fotografo italiano Claudio Braccini ha realizzato con la tecnica del passo a uno il videoclip Suono dal silenzio in cui ha assemblato oltre 12 000 scatti fotografici.
In inglese i vari tipi e utilizzi di questa ripresa sono descritti con una quantità di termini poco o nulla usati in italiano; molti di essi si distinguono più per i materiali impiegati che per la metodica.