Governo Cairoli I è un argomento che ha generato grande interesse e dibattito negli ultimi decenni. Con una storia ricca e variegata, Governo Cairoli I ha catturato l'attenzione di accademici, ricercatori, esperti e appassionati. Dalle sue origini fino al suo impatto sulla società odierna, Governo Cairoli I ha lasciato un segno profondo in diversi aspetti della vita quotidiana. In questo articolo esploreremo in dettaglio i diversi aspetti e prospettive legati a Governo Cairoli I, con l’obiettivo di fornire una comprensione più completa di questo argomento così attuale oggi.
Governo Cairoli I | |
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Stato | ![]() |
Presidente del Consiglio | Benedetto Cairoli (Sinistra storica) |
Coalizione | Sinistra storica |
Legislatura | XIII |
Giuramento | 24 marzo 1878 |
Dimissioni | 11 dicembre 1878 |
Governo successivo | Depretis III 19 dicembre 1878 |
Il Governo Cairoli I è stato il diciassettesimo esecutivo del Regno d'Italia, il primo guidato da Benedetto Cairoli.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, è stato in carica dal 24 marzo[1] al 19 dicembre 1878[2] (sebbene già dimissionario dall’11 dicembre), per un totale di 270 giorni, ovvero 8 mesi e 25 giorni.
In questo governo fu ricostituito, dopo la sua abolizione da parte del Governo precedente, il “Ministero dell'agricoltura, dell'industria e del commercio” (L. 30 giugno 1878, n. 4449 e R.D. 8 settembre 1878, n. 4498). Tornò pienamente operativo il 30 giugno 1878.
Partito | Presidente | Ministri | Totale | |
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Sinistra storica | - | 5 | 5 | |
Pentarchia[3] | 1 | 5 | 6 |
NOTA: Nonostante questo governo sia stato effettivamente privato della fiducia (seppur indirettamente e tramite un ordine del giorno), ai tempi del Regno d'Italia, poiché secondo lo Statuto Albertino il governo rispondeva nei fatti al solo Re, il rapporto con il Parlamento in senso moderno non era obbligatorio (ed in tal senso vari sono stati i casi di formazione di un governo palesemente privo di tale supporto). La prassi di determinare la sopravvivenza dell’esecutivo in base al supporto parlamentare, dunque, si è andata sviluppando si da questi momenti, ma stabilmente solo successivamente, specie con l’ascesa dei partiti di massa e con l’introduzione del sistema proporzionale, in tempi molto più tardi rispetto all’unità, ed ufficialmente solo con la Costituzione della Repubblica Italiana. Per questo motivo, il grafico sottostante espone, secondo ricostruzioni e dichiarazioni, nonché secondo la composizione del governo ed anche secondo il voto effettivamente subìto, il supporto che questo ha ottenuto.
Al momento della sua formazione, il 24 marzo 1878:
Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
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Camera dei deputati[4] | Maggioranza | DEM (394)[5], ER (20) | 414 / 508
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Opposizione | PLC (94) | 94 / 508
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Al momento della sua caduta, l’11 dicembre 1878:
Camera | Collocazione | Partiti | Seggi |
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Camera dei deputati[4] | Governo | DEM (189) | 189 / 508
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Astensione | DEM (5) | 5 / 508
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Opposizione | DEM-D. (103), PLC (94), ER (20) | 263 / 508
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Non votanti | DEM (7) | 7 / 508
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Assenti | DEM (44) | 44 / 508
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