Chiesa di Nostra Signora di Corte

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Chiesa di
Nostra Signora di Corte
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneSardegna
LocalitàSindia
Coordinate40°17′04.7″N 8°41′38.2″E
Religionecattolica
TitolareNostra Signora di Corte
Ordinecistercense
Diocesi Alghero-Bosa
Consacrazione1149
Stile architettonicoromanico
Completamento1149
Demolizione1458

La chiesa di Nostra Signora di Corte è un edificio di culto situato nella campagna del comune di Sindia, provincia di Nuoro, in località Cabu abbas (o Caput aquae, così chiamato per la presenza nel posto di diverse fonti). L'edificio si trova lungo la strada statale 129 bis nel tratto in direzione di Macomer e nelle immediate vicinanze della linea ferroviaria Macomer-Bosa. L’abbazia ospitava i Monaci cistercensi, attualmente il titolo di Abate è in possesso del vescovo di Alghero-Bosa.[1]

La chiesa sorge al di sopra di un complesso preesistente composto da un'abbazia ed un monastero, secondo il Libellus Judicum Turritanorum edificati e consacrati nell'anno 1149 ad opera di una comunità cistercense inviata in Sardegna dall'abate Bernardo di Chiaravalle, fondatore dell'ordine (così considerato, pur non essendolo, in virtù dell'impulso e al nuovo vigore che lui dette all'Ordine) su richiesta del giudice turritano Gonnario Comita de Lacon-Gunale (da qui l'appellativo "de Corte").

Già nel 1458 i due edifici risultavano in stato di grave abbandono; negli anni a venire vennero quasi totalmente smantellati ed i materiali costruttivi vennero riutilizzati «per formare altre chiese dentro il villaggio di Sindia» (Giovanni Spano). Dell'abbazia restano soltanto il coro quadrangolare e la parte meridionale del transetto comunicante con il monastero, dove peraltro si possono ammirare grandi monofore a doppio strombo ed un oculo circolare, eseguiti con pietre magistralmente sagomate e combinate.

La chiesa tuttora presente venne edificata intorno al 1600.

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Note

  1. ^ Sindia.

Bibliografia

  • V. Angius, Sindia, in G. Casalis, Dizionario geografico storico-statistico-commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, XX, Torino, G. Maspero, 1850, p. 181;
  • G. Spano, Sindia, e Santa Maria di Corte, ovvero di Cabu Abbas, in Bullettino Archeologico Sardo, X, 1864, pp. 43–47;
  • R. Delogu, Architetture cistercensi della Sardegna, in Studi Sardi, VIII, 1948, pp. 104–113;
  • R. Delogu, L'architettura del Medioevo in Sardegna, Roma, La Libreria dello Stato, 1953, pp. 137–140;
  • A.M. Romanini, Le abbazie fondate da San Bernardo in Italia e l'architettura cistercense "primitiva", in Studi su S. Bernardo di Chiaravalle nell'ottavo centenario della sua canonizzazione, Roma, 1978, pp. 282–303;
  • G. Masia, L'abbazia di Cabuabbas di Sindia (1149) e il suo influsso spirituale e sociale nei secoli XII e XIII, Sassari, Tipografia Artigiana Sassarese, 1982;
  • R. Serra, La Sardegna, collana Italia romanica, Milano, Jaca Book, 1989, pp. 414–416;
  • A. Casula, Testimonianze dell'architettura cistercense nella Sardegna settentrionale, in I Cistercensi in Sardegna. Aspetti e problemi di un Ordine monastico benedettino nella Sardegna medioevale, a cura di G. Spiga, Nuoro, Amministrazione provinciale di Nuoro, 1990, pp. 224–226;
  • R. Coroneo, Architettura romanica dalla metà del Mille al primo '300, collana Storia dell'arte in Sardegna, Nuoro, Ilisso, 1993, sch. 56;
  • R. Coroneo-R. Serra, Sardegna preromanica e romanica, collana Patrimonio artistico italiano, Milano, Jaca Book, 2004, pp. 275–277;
  • R. Coroneo, Chiese romaniche della Sardegna. Itinerari turistico-culturali, Cagliari, AV, 2005, pp. 57–58.

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