Nel mondo di oggi, Aulo Larcio Lepido Sulpiciano è diventato un argomento di grande rilevanza e interesse per un ampio spettro della società. Fin dalla sua nascita, Aulo Larcio Lepido Sulpiciano ha catturato l'attenzione di accademici, esperti, professionisti e pubblico in generale, generando un intenso dibattito e infinite discussioni sulle sue implicazioni, applicazioni e conseguenze. Che sia per il suo impatto sulla tecnologia, sull'economia, sulla cultura o sulla politica, Aulo Larcio Lepido Sulpiciano continua a essere oggetto di studio e analisi, suscitando un interesse crescente e attirando l'attenzione di diversi attori e settori. In questo articolo esploreremo le varie sfaccettature di Aulo Larcio Lepido Sulpiciano, le sue sfide, opportunità e possibili ripercussioni, con l’obiettivo di far luce sulla sua importanza e contribuire a comprenderne la portata e il significato oggi.
Aulo | |
---|---|
Legatus Augusti pro praetore | |
Nome originale | Aulus Larcius Lepidus Sulpicianus |
Titoli | Legatus legionis Legatus Augusti pro praetore Tribuno della plebe |
Coniuge | Larga |
Figli | Cecinia e Marcia |
Gens | Lepida |
Padre | Lepido |
Tribunato della plebe | ??? |
Legatus legionis | 70 |
Legatus Augusti pro praetore | post 70 nelle province di Bitinia e Ponto |
Aulo Larcio Lepido Sulpiciano | |
---|---|
Etnia | Italico |
Dati militari | |
Paese servito | Impero romano |
Forza armata | Esercito romano |
Corpo | Legio X Fretensis |
Grado | Legatus |
Comandanti | Tito Vespasiano |
Campagne | Prima guerra giudaica |
Battaglie | Assedio di Gerusalemme |
Comandante di | Legio X Fretensis |
Decorazioni | Dona militaria Corona murali vallari aurea Vexilles (due volte) |
voci di militari presenti su Wikipedia | |
Aulo Larcio Lepido Sulpiciano (in latino: Aulus Larcius Lepidus Sulpicianus; fl. I secolo) è stato un generale e politico romano cavaliere del I secolo d.C. della gens Larcia.
Figlio di Lepido, fu seviro dell'ordine equestre, tribunus militum della legio I Adiutrix, decemviro sulle liti (stlitibus judicandis), quaestor pro praetore della provincia romana di Creta e Cirene, legatus legionis della legio X Fretensis sotto l'Imperatore romano Vespasiano (nel 70),[1] ottenne dona militaria per le imprese compiute durante la prima guerra giudaica sia da Vespasiano padre, sia dal figlio Tito (si trattava di una corona murali vallari aurea, due hastis puris, due vexillis). Ricoprì quindi il ruolo di tribuno della plebe, poi di legatus Augusti pro praetore della provincia di Bitinia e Ponto. Ebbe due figlie di nome Cecinia e Larcia, una moglie di nome Larga.[2]